Varese Nature urbane, sfida e orgoglio

Quando si parla di paesaggio, arte e bellezza, sembra un controsenso snocciolare numeri. Eppure sono questi a dimostrare il perché di un successo annunciato, di una scommessa che il capoluogo vuole vincere. Il 73 per cento del territorio varesino è sottoposto a vincolo per la sua rilevanza paesaggistica. «Nessun altro capoluogo ha un valore del genere, la media è infatti del 49,28». L’assessore alla Cultura e al turismo Roberto Cecchi illustra un programma davvero infinito, quel Nature urbane che sta per richiamare l’attenzione di tutta la Lombardia, con un occhio al Piemonte e uno al Canton Ticino, sul patrimonio che Varese ha. E cioè ville e giardini, una fusione unica tra architettura e ambiente.

Il Festival del Paesaggio si svolgerà dal 29 settembre all’8 ottobre in 24 parchi, giardini e residenze storiche, di cui la metà privati e mai aperti prima, che si potranno visitare gratuitamente. Duecento eventi in dieci giorni, divisi per aree tematiche, con protagonisti di spicco del mondo della cultura. Un esempio? Il concerto di uno dei massimi violoncellisti sulla scena internazionale, nonché artista-simbolo della musica portata sui palcoscenici naturali più affascinanti, dal deserti alle Dolomiti:_ Mario Brunello si esibirà nella cornice Liberty del Grand Hotel del Campo dei Fiori (sabato 30, alle 10.30 e alle 11.30). L’artista Michelangelo Pistoletto (giovedì 5 ottobre alle 21 a Villa Panza), il vicepresidente esecutivo del Fai,- Fondo Ambiente Italiano Marco Magnifico (venerdì 6, alle 17.30, a Villa Panza), l’architetto paesaggista Paolo Pejrone (sabato 7 alle 11 a Villa Panza), Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario al ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo (domenica 8 a chiusura del Festival, dopo le 18.30, nel Salone Estense). La manifestazione vuole valorizzare il legame tra natura e paesaggio e tra contesto urbano e architettonico, viene pubblicizzata con pannelli e un video che incanta, sui treni del metrò, negli aeroporti e nelle stazioni di Trenord.

«Varese ha nel suo Dna la trasformazione del rapporto tra urbanizzazione e natura, tra consumo e ambiente, tra comodità e qualità della vita ed è stata, è e deve fare sapere che sarà modello di integrazione virtuosa tra città e natura». Così ieri mattina a Palazzo Lombardia a Milano, il sindaco Davide Galimberti. In trasferta gran parte della giunta e molti consiglieri comunali, per la presentazione dell’evento che è stato salutato, oltre che dal presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo, dal segretario lombardo del Pd Alessandro Alfieri e dal rettore dell’Università dell’Insubria Alberto Coen Porisini, dall’assessore regionale Claudia Terzi: «Questa manifestazione permetterà a tutti i lombardi, e non solo, di conoscere le bellezze fuori porta».

L’assessore alla Cultura Cecchi, ha ricordato che uno studio dell’università Statale di Milano del 1985 fotografava questa realtà: «I turisti non vanno a Varese perché non la conoscono per come è». Per farla conoscere, la prima edizione del Festival del Paesaggio comporta un grande impegno di Palazzo Estense ed enti pubblici e privati, oltre a molti sponsor e l’investimento totale di circa 150mila euro. Una scommessa e una sfida. Una rivista tedesca del 1910, ha ricordato il vicesindaco Daniele Zanzi, «ha posto Varese al secondo posto per bellezze naturali, dopo Sanremo». «La rivista parlava dell’oro verde – ha detto Zanzi – che ora tutti possiamo riscoprire».

Il Premio Salvatore Furia e il Barone Rampante

A qualcuno era sembrato un visionario, ma il professor Salvatore Furia, catanese di origine «e varesino molto più di tanti altri varesini», dice il vicesindaco Daniele Zanzi, non appena aveva gettato lo sguardo al Campo dei Fiori, «giunto come migrante a Varese», aveva detto: «Da qui non me ne vado più». Tra i suoi tanti meriti, l’istituzione del Premio Ecologia città di Varese. Una cosa che, nei primi anni Settanta, sembrava fuori da ogni logica pratica e culturale. Su quel Campo dei Fiori costruì la cittadella delle Scienze che è eredità preziosa, la sua associazione astronomica “G.V. Schiaparelli” e il Centro Geofisico Prealpino, elementi portanti della varesinità e biglietto da visita internazionale nel mondo dell’astronomia e delle scienze. Per questo motivo la giunta Galimberti ha voluto reintrodurre il premio Ecologia Città di Varese e intitolarlo a Salvatore Furia (scomparso il 12 agosto 2010). «Un grande divulgatore, immenso, e il fatto di aver introdotto di nuovo il premio e di averlo intitolato proprio al professor Furia mi fa dire che ho praticamente concluso il mio mandato», ha detto con orgoglio e ironia il vicesindaco Zanzi ieri al Palazzo della Regione per la presentazione di Nature urbane. Ampia la collaborazione con l’associazione Schiaparelli presieduta da Vanni Belli per la promozione dell’evento. «Abbiamo deciso di consegnare il premio a Stefano Mancuso, giovane scienziato già di caratura mondiale – prosegue Zanzi – , docente universitario a Firenze e direttore del laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale». «Una delle trenta persone che più influenzeranno il mondo nei prossimi anni, secondo quanto scritto dal New York Times». Inoltre verrà istituito anche il premio Mario Pavan, a partire dalla prossima edizione, nel 2018.

Tra gli eventi, uno di particolare suggestione, la rassegna artistica “Di ramo in ramo, di villa in villa”. Lettura a puntate del Barone rampante di Italo Calvino. Ogni sera (alle 18.30) dieci attori eccellenti raccontano le vicende di Cosimo, il giovane barone che il 25 giugno 1757, si arrampica tra i rami, passa da una pianta all’altra e decide di non scendere più. A rappresentare il barone rampante saranno attori del calibro di Lella Costa e David Riondino, Franco Branciaroli e Peppe Servillo, Arianna Scommegna e Giole Dix. A loro si alterneranno attori e attrici del Piccolo Teatro di Milano. Nature urbane è stato reso possibile grazie alla collaborazione dei proprietari delle ville. «A loro va un sentito grazie perché si sono resi disponibili ad aprire al pubblico le loro dimore, accogliendo e restituendo al proprio territorio e alla comunità un patrimonio di valore», ha detto il sindaco Galimberti. A rendere possibile l’evento hanno collaborato all’organizzazione numerose istituzioni come la Commissione Europea e il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Il Festival del Paesaggio ha ottenuto il patronato di Regione Lombardia ed è realizzato con il patrocinio e la collaborazione di numerosi enti tra cui Fai, Fondo italiano per l’Ambiente, Provincia di Varese, Università degli Studi dell’Insubria e Liuc Università Cattaneo.

Tutti i siti da vedere

Sono tredici le ville e i giardini privati che si potranno visitare: Villa Agosteo, Sacro Monte; Villa al Nonaro, Masnago; Villa Bianchi, Avigno; Villa Bianchi Piatti Clerici, Velate; Villa Biumi Redaelli, Biumo Speriore; Villa Carmen Sylva, Montello; Villa Colombo, Bosto; Villa Mozzoni con parco, Biumo Superiore; Villa Paradeisos, Casbeno; Villa Andrea Ponti, Biumo Superiore; Villa San Francesco, Biumo Superiore; Villa Aletti-Spartivento, BiumoSuperiore; Villa Zambeletti, Velate.

Ville e giardini pubblici: Castello di Masnago e Parco Mantegazza; Palazzo e Giardini Estensi; Villa Augusta, Giubiano, Villa Baragiola, Masnago; Villa Mirabello, Bosto; Villa Recalcati, Casbeno; Villa Toeplitz, Sant’Ambrogio; Villa Torelli Mylius, centro.

Beni Fai: Monastero di Torba, Castelseprio; Villa della Porta Bozzolo, Casalzuigno; Villa Panza, Biumo Superiore.