Varese – Micromuseo “dietro” piazza Monte Grappa al posto del vecchio cassone dimenticato

Come a Monza: un piccolo museo aperto 365 giorni l’anno, illuminato 24 ore su 24. In Brianza c’è il MiMuMo, all’ombra del Sacro Monte potrebbe nascere il MIMuVa, cioè il Micromuseo Varese. Il luogo è già stato individuato. Anzi è proprio l’obiettivo di valorizzare quel luogo che ha portato l’eclettico ex consigliere comunale e blogger ancora molto appassionato del destino della città, Mauro Gregori, a interessarsi alla vicenda. Il luogo è in via Volta, nel punto in cui si innesta in piazza Monte Grappa. Si tratta di quel cassonetto di alluminio e plastica che è incastonato sotto il portico in marmo. Un luogo spesso “pasticciato” con lo spray, sporcato e vandalizzato.

Una struttura inutilizzata e inutile: saranno almeno 25 anni che non ha una destinazione precisa (era utilizzata dall’allora Credito Varesino).

La proposta di Gregori, a dire il vero, era era nata prima dell’insediamento dell’attuale amministrazione comunale, nel 2015, e aveva portato a un passo dalla svolta. Poi il passaggio della società proprietaria del palazzo di via Volta dell’Inps da Beni Stabili a Covivio. E ora, soprattutto, l’idea di una destinazione precisa, prendendo spunto (e contatti) dal Micro Museo di Monza, che sorge nella Casa della Luna Rossa a due passi dal Duomo. «Ho contattato l’architetto Felice Terrabuio curatore dell’iniziativa a Monza che è disponibile a portare a Varese la sua iniziativa – racconta Mauro Gregori -. Ho scritto alla società che ha sostituto Beni Stabili nella proprietà del palazzo affittato all’Inps e spero propri di ottenere una risposta positiva nell’utilizzo di quello spazio in forma gratuita, per una vetrina d’arte nel cuore della città. D’altronde tutti sanno che laddove c’è luce e un punto bello e ben tenuto, con piccole mostre temporanee, difficilmente vandali e imbrattatori continueranno nella loro opera, visto che il bello attrae il bello e tiene lontano chi non ama la città».

E Varese sarebbe «di certo grata alla proprietà dell’edificio per un gesto che consentirebbe di tirare una riga netta sui tentativi di imbruttire una zona così centrale». Via Volta e corso Moro, che racchiudono il palazzo Inps, sono prese di mira dagli imbrattatori a fasi cicliche. Basti pensare, sul lato di corso Moro, a cartacce sigarette e bottiglie che vengono abbandonate vicino alla fermata del bus.