Varese Mercato Bosino con 56 banchi «Il rilancio ormai è una realtà»

La Prealpina - 14/01/2019

Ieri i banchi del Mercato Bosino erano cinquantasei. Un traguardo davvero considerevole, se si pensa che, prima del rilancio messo in atto da Massimo Praderio, espositore d’annata e presidente dell’associazione culturale “Mete”, lo storico mercato di antiquariato, modernariato e collezionismo varesino si era ridotto a poco più di dieci bancarelle.

«I nostri sforzi sono stati davvero grandi – commenta Praderio -, perché non è stato semplice convincere gli espositori a venire a Varese e rendere questa piazza di nuovo attrattiva per i collezionisti e gli intenditori, ma anche per la gente comune, tornata con entusiasmo a girare tra le bancarelle e a fare acquisti. Però è chiaro che, mentre si può valutare l’andamento dell’iniziativa anche a occhio, in quanto a presenze e partecipazione di visitatori – notevolmente aumentate in questi ultimi mesi -, è difficile stabilire se gli espositori abbiano progressivamente incrementato i propri guadagni. Solo col tempo, da questo punto di vista, si potrà valutare se il Bosino si sarà nuovamente radicato in città e se avrà allargato nome e consensi».

I presupposti ci sono tutti. Per l’edizione di ieri le iscrizioni degli espositori erano sessantotto, scese però a cinquantasei per via di alcune defezioni dell’ultima ora e per imprevisti o ripensamenti. Tuttavia il cuore di Varese era tutto un’esplosione di colori e fantasia, originali proposte d’arte e curiosi pezzi di modernariato e oggettistica d’epoca. Occupato per intero corso Matteotti, ma quasi sold out anche gli spazi disponibili lungo la via Marconi, nella piazzetta del Battistero, in piazza Carducci e persino nello slargo antistante la Basilica di San Vittore. Si è lavorato molto per restituire dignità al mercatino ed esprimono soddisfazione tanto gli espositori, quanto i cittadini di passaggio e gli esercenti: la seconda domenica di ogni mese è tornata a regalare vivacità al centro storico, questo il parere generale.

Non mancano però suggerimenti, da parte dei titolari delle bancarelle, per crescere ancora di più, in termini quantitativi e qualitativi. «Secondo me andrebbero separati gli stand che espongono vestiti – afferma Cristina Villa -, magari riunendoli tutti in un unico posto». Secondo Marco Corrias, invece, «alcuni banchi non sono allo stesso livello di altri, più preziosi e curati, per cui i migliori potrebbero risentirne in immagine». Poche e fievoli, comunque, le voci fuori dal coro. Il rilancio del Bosino sta entusiasmando tutti e molto apprezzata risulta anche la Varese più antica adibita a location. Tra i nuovi espositori, ieri in piazza San Vittore suscitava molta curiosità il banco di giochi e giocattoli d’epoca di Adriano Calabrese, così amante dei propri pezzi che «quasi quasi mi spiace privarmene quando me li comprano». Il Bosino comincia inoltre a tratteggiarsi come luogo d’incontro d’eccezione. Ieri non sono mancate le disquisizioni colte, offerte ai passanti da Alberto Vitalini, letterato prestato al mondo del modernariato di firma.