Varese – Lo stadio al Comune in attesa di un gestore

l conto alla rovescia sta per cominciare. Poco più di un mese e lo stadio “Franco Ossola” tornerà al Comune. La convenzione con il Calcio Varese scadrà e dunque l’impianto, chiuso da mesi – salvo brevi parentesi – per i guai della società e per il mancato pagamento delle utenze, potrà tornare ai varesini e alla città.

In che modo? «Potrà essere concessa la struttura, nei modi e nei tempi che andranno valutati, a chi ne farà richiesta», spiega l’assessore alla Tutela ambientale e allo Sport Dino De Simone.

Il 30 giugno, infatti, scade la convenzione con la società e la struttura simbolo dello sport cittadino non avrà più legami, ufficialmente, con il Calcio Varese. Se ci sarà una prima squadra e se ci sarà una società in un domani, avranno un accesso privilegiato a Masnago, una sorta di diritto di prelazione per gli allenamenti. E il futuro è collegato al fatto che il consiglio comunale ha deciso di procedere con l’«appalto» per la gestione (si parla di più lustri, 15-20 anni) dello stadio, facendo in sostanza dividere due strade finora rimaste insieme. Chi curerà e utilizzerà lo stadio non sarà necessariamente collegato al calcio cittadino.

Il bando per l’affidamento «sarà pronto nell’arco di un paio di settimane», sottolinea l’assessore De Simone, «e speriamo di avere, entro settembre, una indicazione chiara su chi gestirà la struttura». E chi la valorizzerà, la restaurerà, eviterà i guai degli ultimi mesi, compresa la caduta – siamo a pochi giorni fa – dei calcinacci lungo il muro di cinta dell’impianto. Polvere e sassi “conditi” con le polemiche e le critiche di alcuni consiglieri di opposizione (Carlo Piatti, Lega, e Piero Galparoli, Forza Italia) rispetto al presunto “disinteresse” dell’amministrazione per il destino dell’impianto e alla forte preoccupazione che il bando vada deserto. Chi si accollerà un intervento simile di gestione ma, soprattutto, le spese di manutenzione?

Il tentativo di “dare in gestione” le strutture comunali, riguarderà anche Varesello, cioè il compendio sportivo comunale delle Bustecche, ma l’ipotesi di una divisione nella gestione, delle strutture, sarà contemplata nei documenti. E proprio negli ultimi giorni, Palazzo Estense ha detto sì all’accordo di collaborazione con il Gruppo Sportivo Giovanili Varese, per l’utilizzo dei campi di Varesello, fino al termine di giugno. Un provvedimento in continuità con quanto deliberato lo scorso 29 marzo dalla giunta comunale che ha concesso l’uso temporaneo “del compendio sportivo comunale (…) alle maggiori realtà calcistiche del territorio che operano nella promozione sportiva delle leve giovanili” e che si sono “mostrate disponibili ad operare in sinergia con l’amministrazione comunale”.

Intanto, a tenere alto i colori del Varese e anche a dare un esempio unico “ai grandi” sono i bambini della scuola calcio e del settore giovanile scolastico che vestono orgogliosamente la loro maglia in tornei e partite e partitelle in varie strutture della provincia, dove vengono ospitati anche per gli allenamenti. «E dove gli altri genitori dicono: il Varese? Ma esiste ancora?», sottolinea Lorenzo Macchi, consigliere comunale del Partito Democratico che ha più volte sollevato il quesito sul destino della società ma anche e soprattutto dello stadio, simbolo non solo sportivo della città.

«Attendo che qualcuno si degni di fare sapere informazioni ufficiali – dice il consigliere Macchi – . Si sta vivendo una agonia che si ripercuote anche sui tanti bambini e ragazzini che, al contrario, dimostrano come il Varese non sia solo diventato una entità astratta». L’appello perché la società restituisca alla città i trofei, evitando la possibilità che «vadano dispersi», è rimasto al momento «senza risposta».