Varese Le venti strade più rumorose Le venti strade più rumorose

Troppo rumore in città. Bisogna intervenire. Lo dice la legge, lo dice il buonsenso. Sono una ventina le strade dove passano almeno 3 milioni di auto l’anno e lungo queste sono stati compiuti rilevamenti per giungere a una mappatura acustica. I risultati sono pronti e ora si passa alla fase due. Cioè a predisporre un piano d’azione (si chiama proprio così, lo stabilisce la normativa del 2005) che ha l’obiettivo, come recita un documento firmato dalla giunta Galimberti, di “prevenire o ridurre gli effetti nocivi dell’esposizione al rumore ambientale, compresi il fastidio e tutelare le aree silenziose”.

Su alcune strade, “assi viari principali”, emergono infatti “criticità consistenti nel superamento dei livelli sonori”. Le strade dove sono stati svolti i rilievi sono quelle con un viavai di mezzi parecchio sostenuto. La normativa stabilisce che si possa determinare “la popolazione esposta al rumore prodotto da infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali” e non solo. Per il capoluogo vale soprattutto l’inquinamento causato dal rumore di auto, bus, camion. Le indagini sono state condotte da viale Aguggiari a viale Borri, da via Vanetti a viale Berlforte, da viale Borri a via dei Campigli, da via Magenta a via Gasparotto, da via Caracciolo a via Virgilio, da via Maspero a via Metastasio a viale Valganna a via Corridoni, solo per citarne alcune. Traffico e rumori sostenuti si pensa siano solo lungo le direttrici che portano in città o lungo viali molto lunghi che l’attraversano, ma non è così. A essere parecchio rumorose (e trafficate) sono anche via Morandi, via dei Mille, via Sanvito, per esempio. Dunque, strade non periferiche. I dati precisi con i superamenti sono ora in mano ai tecnici di Palazzo Estense. Il sindaco Galimberti, il vicesindaco Zanzi e tutti gli assessori hanno deciso di costituire un gruppo di lavoro interdisciplinare «composto dalle aree Tutela ambientale, Polizia locale, Urbanistica e Lavori pubblici – dice l’assessore al Verde pubblico e alla Tutela ambientale Dino De Simone – che darà indicazioni ai consulenti esterni per redarre il piano d’azione, piano che dovrà essere recepito sia negli strumenti di pianificazione urbanistica sia del traffico urbano».

Su che cosa intervenire? Bisogna ridurre il rumore, laddove sono superati i livelli, soprattutto per chi vive e lavora in edifici che si affacciano su quelle strade. «Saranno i tecnici a dare indicazioni, possiamo dire che lavorare sulla riduzione della velocità, cosa che abbiamo già fatto per esempio con l’introduzione dei Velok, è di certo utile – continua l’assessore – ma si può ipotizzare anche la posa, laddove possibile, di schermature per diminuire il rumore e altri interventi mirati a ridurre il traffico veicolare, con iniziative simili a quelle del park&bus, per esempio, che tiene lontane dal centro molte auto».

L’assessore De Simone: «Team di esperti indicherà le contromisure»

 

Un dovere di legge, quello di approntare la mappatura acustica della città. «Un dovere e una soddisfazione in fatto che Varese abbia finalmente uno strumento importante per la salute dei cittadini e per la tutela dell’ambiente», dice l’assessore al Verde pubblico e Tutela ambientale Dino De Simone.

È infatti il consiglio comunale che deve presentare il Piano d’azione destinato a gestire i problemi di inquinamento acustico. Un progetto che deve essere trasmesso al ministero dell’Ambiente e alla Regione Lombardia. Lo strumento operativo è previsto da un decreto legislativo (194/2005), poi modificato un paio di anni fa e basato inoltre sull’attuazione di una direttiva europea del 2002.

La direttiva europea istituisce un approccio comune a tutti i Paesi dell’Ue “volto ad evitare, prevenire o ridurre, secondo le rispettive priorità, gli effetti nocivi, compreso il fastidio, dell’esposizione al rumore ambientale”. Sono due i descrittori acustici alla base delle rilevazioni. Uno chiamato Lden (livello giorno-sera notte) che descrive l’esposizione nell’arco delle 24 ore, e uno chiamato Lnight, per rappresentare l’esposizione al rumore nel periodo notturno (dalle 22 alle 6). Nell’ottobre dello scorso anno, è stato affidato l’incarico per la redazione della mappa acustica da parte degli uffici di Palazzo Estense (assessorato alla Tutela ambientale, dirigente Giuseppe Longhi). La mappatura, che a riguardato solo le strade con un traffico superiore a tre milioni di veicoli l’anno, è stata quindi consegnata alla Regione Lombardia – Direzione Ambiente, Energia e sviluppo sostenibile: dalla Regione nessun rilievo, quindi si può procedere con la stesura del piano d’azione per mitigare gli effetti nocivi dell’esposizione al rumore.

Come ha stabilito la giunta Galimberti che ha deciso di istituire un gruppo di lavoro interdisciplinare e a supporto dei consulenti esterni che dovranno redigere il piano d’azione.