Varese – Industria, utili in discesa

La Prealpina - 03/08/2022

 Produzione stabile ma margini sempre più ridotti. Sono i due pilastri che hanno caratterizzato l’attività delle aziende varesine nel secondo trimestre dell’anno. A dirlo è l’indagine congiunturale dell’ufficio studi dell’unione industriali della provincia di Varese.

Nel secondo trimestre 2022 sono quasi equamente ripartite le imprese che hanno dichiarato livelli di produzione in stabilità rispetto al trimestre precedente (il 40,1% delle rispondenti) e le imprese che hanno dichiarato un aumento della produzione (36,7%); in minoranza la percentuale di chi ha dichiarato una diminuzione dei livelli produttivi (23,2%). Si ottiene così una fotografia di tenuta complessiva, con un saldo delle risposte pari a +13,5 punti percentuali, seppur con eterogeneità tra e all’interno delle principali filiere del territorio. Infatti, i comparti energivori, i più esposti agli effetti del conflitto russo-ucraino e senza possibilità immediate di ridefinizione delle proprie strategie di mercato e supply chain management si sono trovati a dover riorganizzare o addirittura contrarre la propria attività produttiva, nonché ridurre le attività di investimento.

Inoltre, nel periodo aprile-giugno 2022 la netta maggioranza delle imprese intervistate (74%) ha dichiarato un impatto significativo dell’incremento generale dei prezzi delle materie prime e dell’energia sulla propria marginalità, con una riduzione del Margine Operativo Lordo. Non solo. A causa dell’inflazione, gli ordini hanno registrato un peggioramento. I prossimi mesi non possono che essere incerti. Se, a livello complessivo, la maggioranza delle imprese si aspetta una sostanziale stabilità di produzione, probabilmente per la necessità di evadere ordini raccolti in precedenza, dall’altro gli imprenditori tendono alla cautela. Le imprese del campione che hanno segnalato un aumento della consistenza del portafoglio ordini a fine del secondo trimestre rispetto alla fine del primo sono in netta minoranza (19,1%),

Anche sul fronte degli ordinativi esteri il saldo risulta negativo.

Migliora nettamente l’andamento del mercato del lavoro, con le ore di cassa integrazione autorizzate in picchiata. Nel secondo trimestre dell’anno sono diminuite del 79,1%, rispetto a quelle autorizzate nello stesso periodo del 2021. . Guardando a tutto il primo semestre 2022 sono state autorizzate complessivamente 6.353.615 ore di cassa, in riduzione del 71,6% rispetto al primo semestre del 2021. Di queste, il 42,3% è costituito dal comparto dei trasporti e comunicazioni.

Moda in difficoltà

Il comparto moda, dopo più trimestri consecutivi di tenuta dei livelli produttivi, mostra nella produzione i veri contraccolpi della crisi dei prezzi delle materie prime e dell’energia, con un saldo delle risposte che descrive una situazione negativa diffusa a sostanzialmente tutti i livelli di filiera: prevale nettamente un profilo negativo (il 50,3% delle imprese intervistate segnala una diminuzione dei livelli di produzione rispetto al trimestre precedente) e sostanzialmente un’equa distribuzione di risposte tra chi ha segnalato stabilità e chi incrementi. Le attese sul terzo trimestre 2022 sono invece meno negative: a livello previsionale la maggioranza delle imprese mostra un quadro di stabilità.

Contnua a correre, invece, il settore chimico farmaceutico con l’81,3% delle imprese intervistate che ha dichiarato di avere registrato un aumento dei livelli produttivi rispetto al trimestre precedente. Molto più caute invece le aspettative sulla produzione nel prossimo trimestre, con ben il 73,5% delle imprese intervistate che dichiara stabilità dei livelli produttivi in previsione e il 26,5% un calo. Prevale la stabilità nel settore metalmeccanico, sia per la produzione che per gli ordini.