Varese In fila sul ponte di vetro, ma c’è chi dice no

Probabilmente si raggiungeranno le 5mila presenze sul Glass Emotion Bridge, il ponte di vetro simbolo della Varese Design Week e che resterà installato e aperto al pubblico fino al 15 maggio. Basterebbero queste cifre per testimoniare il consenso che ha contrassegnato l’iniziativa. In molti, soprattutto domenica, si sono messi in fila per camminare sopra quattro centimetri di vetro e ammirare corso Matteotti e il centro cittadino da una prospettiva inedita, dall’alto di 4 metri. Inoltre, contando che, al massimo, sulla realizzazione di Roberto Torsellini potevano salire soltanto venticinque persone contemporaneamente, le 5.000 presenze rappresentano un numero ragguardevole, contando i cinque giorni dell’evento sul design. La terza edizione della manifestazione, che ha voluto coinvolgere maggiormente la città, con quaranta location toccate, ha soddisfatto gli organizzatori.

Il tutto esaurito, per esempio, si è toccato per la sfilata di Anada, con i cagnolini “vestiti” come i padroni. Bilancio positivo, ma non è una sorpresa viste le personalità interessate, anche per la mostra di Marcello Morandini e per gli incontri con Carlo Rampazzi. Mentre, il vero exploit della Vdw2018 è stato segnato da Kim De Ruysscher, lo scultore belga che ha letteralmente incantato con il suo marmo modellato come oggetti comuni: camicie, scarpe, borsette, asciugamani, finanche un tubetto schiacciato di una crema per il corpo. «Siamo complessivamente soddisfatte dell’evento – dice Nicoletta Romano di Wareseable – e dall’anno scorso abbiamo compiuto un grande balzo in avanti. La fatica è stata improba perché, alla fine, tutto era sulle spalle di cinque donne, Laura Sangiorgi, Silvana Barbato, Silvia Giacometti, Sonia Milan e la sottoscritta». E le critiche sul ponte di vetro?

«Si tratta di un’installazione – conclude Romano – che a Milano piacerebbe a tutti. Per me dà allegria, movimento ed energia. A qualcuno non piace? Pazienza, è comunque un’opera che rimarrà lì temporaneamente». A proposito di giudizi sul Glass Emotion Bridge, si registra una bocciatura da parte di Francesco Marcello, presidente del circolo di Destra italiana: «L’opera di design che in questi giorni sosta in piazza del Podestà – dice – deturpa la bellezza antica di corso Matteotti. Certo, si esprime un parere da semplici cittadini e non da esperti di arte, ma pare anche che il giudizio sia largamente condiviso».