Varese – In calo il potere d’acquisto

La Prealpina - 27/05/2020

Come cambia il potere d’a c q u isto dell’italiano e del varesino medio? Cambia. E molto. Lo ha calcolato la Uil di Varese, simulando il salario percepito in regime di ammortizzatori sociali e di congedo parentale. Il risultato, se moltiplicato per le migliaia di persone che, in questi tre mesi hanno dovuto subire una contrazione del reddito è particolarmente pesante. E se chi ha una casa di proprietà o, come moltissimi italiani,
ha un bel gruzzolo di risparmio privato a cui attingere, se la potrebbe cavare abbastanza comodamente, ci sono famiglie che, invece,
rischiano di finire gambe all’aria. In generale si tratta di una valanga di soldi in meno che faranno girare meno l’economia: gli stipendi italiani, correlati al costo della vita nel Varesotto e nell’Alto Milanese erano già
bassi, figuriamoci adesso che sono diminuiti.
Ad ogni modo le tabelle con le simulazioni di Uil Varese riguardano strumenti di sostegno al reddito (cassa integrazione, bonus lavoratori autonomi e congedi parentali), in base alle misure contenute nel recente Decreto Rilancio. Per esempio un lavoratore in cassa integrazione con tre mesi a zero ore passerà mediamente da un salario mensile di
1565 euro a 1276 euro, mentre una Partita Iva scenderà da 1594 a 1445. Mentre un lavoratore dipendente in congedo parentale di 15 giorni con retribuzione al 50% perderà 388 euro al mese, mentre colui che ha il restante congedo parentale con retribuzione zero riceverà ben 752 euro in meno al mese.
«Il problema parte – spiega Antonio Massafra, segretario provinciale della Uil – dagli stipendi mediamente troppo bassi nel nostro Paese. Di conseguenza, per avviare un circolo virtuoso in questo periodo difficile che
stiamo vivendo e che vivremo, servirà un progetto per tagliare 5 punti di Irpef in cinque anni che consentirà ai lavoratori un salario più sostanzioso. In tutto sarebbero 20 miliardi di euro che bisogna trovare, ma che, poi, andrebbero nell’economia reale. Visto il costo della vita in Italia e nel Varesotto, è più rinviabile un pesante intervento sulle buste paga dei lavoratori, per aumentare la circolazione del denaro e che, verosimilmente,
andrebbe nei consumi. Ciò innescherebbe una serie di conseguenze positive per le aziende e, quindi, per la creazione di altri posti di lavoro».