Varese Il Tribunale non è a rischio

La Prealpina - 18/12/2018

Che la situazione del Tribunale di Varese sia critica a causa della carenza di personale – basti pensare a una scopertura di magistrati pari al 50 per cento -, è cosa nota. Per questo motivo l’incontro di ieri pomeriggio nell’aula bunker tra avvocati, magistrati e il senatore leghista Andrea Ostellari, presidente della seconda Commissione permanente Giustizia di Palazzo Madama, è stato particolarmente sentito e partecipato. Nessuna ricetta miracolosa, né tantomeno annunci di interventi mirabolanti a breve termine, ma soltanto la conferma che al Palazzo di Giustizia varesino arriveranno sette magistrati (quattro ad aprile e altri tre poi con un concorso previsto dal Csm) e che Varese non resterà senza Tribunale. Un’ipotesi, quella di una eventuale chiusura o accorpamento, piuttosto remota, ma che in più occasioni è circolata tra i corridoi di palazzo. «Se sono qui – ha affermato Ostellari, rispondendo a una precisa domanda – è perché la linea del Governo è mantenere questo Tribunale e investirci». Investimenti che si traducono, appunto, nell’arrivo non prima di aprile di quattro nuovi magistrati di prima nomina (tre saranno assegnati al Civile e uno al Penale) e poi, in un prossimo futuro non ben precisato, di altri tre tramite concorso indetto dal Consiglio superiore della magistratura (due al Civile e uno al Penale). I rinforzi, se nel frattempo non ci saranno ulteriori nell’organico attuale, porteranno ad avere diciassette magistrati sui venti previsti in totale.

A descrivere la situazione è stato Orazio Muscato, vicario del Tribunale e preisdente della Sezione penale: «È in gioco un’istituzione della città – ha spiegato – che non può reggere con una scopertura del 50 per cento. Non è possibile vivere costantemente nell’emergenza». Muscato ha parlato di una «crisi vocazionale» per i tribunali come Varese, nella maggior parte dei casi snobbati dai giovani magistrati che scelgono strutture molto più grandi, come Milano: «Per questo motivo occorre predisporre incentivi per chi sceglie sedi come la nostra, magari con un sistema automatico che si attivi con scoperture al 25 per cento e non, come avviene adesso, dovendo attendere anni prima che una sede venga dichiarata disagiata». Un quadro a tinte fosche ribadito dal presidente dell’Ordine degli avvocati Sergio Martelli e dal presidente della Camera penale Patrizia Esposito, che hanno rimarcato anche i gravi problemi di carenze nel personale amministrativo, con un chiaro appello alla politica affinché faccia la propria parte. E pure su questo Ostellari ha fornito rassicurazioni.

Da Giacomo Mastrorosa, presidente della sezione varesina di Aiga, l’associazione dei giovani avvocati, sono arrivate stoccate proprio al mondo politico e, in particolare, alla maggioranza di Governo rappresentata dal senatore Ostellari, con l’auspicio che arrivino soluzioni ai problemi concreti e quotidiani della Giustizia. Sergio Terzaghi, presidente della Camera civile, nel corso del suo intervento ha poi annunciato che tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio ci sarà la visita del sottosegretario Jacopo Morrone, a cui saranno sottoposte le problematiche del Tribunale varesino. All’assemblea di ieri erano presenti anche il deputato leghista Matteo Bianchi e il sindaco Davide Galimberti, il quale ha rimarcato l’importanza del Palazzo di Giustizia per tutto il territorio. Un patrimonio, dunque, da salvare.