Varese il mio posto ideale

Prealpina.it - 15/11/2018

Ville Ponti per sposarsi, Ville Ponti per il primo programma da condurre da coniugato. Così Daniele Bossari, che a dicembre vedremo su Italia Uno con “Chi ha paura del buio?”. Quattro puntate a spasso tra scienza e tecnologia con il varesino d’adozione più da narratore che conduttore. In compagnia dei suoi ospiti ci aiuterà a capire vizi e virtù, vantaggi e pericoli dell’intelligenza artificiale.

Come è nata l’idea di realizzare questo programma e perché proprio a Varese? «La puntata zero è stata girata a gennaio, prima ancora del matrimonio con Filippa, ed è proprio in quel giorno di grande festa che ho scoperto Ville Ponti in tutto il suo splendore. Da anni cerco di realizzare questo progetto ma mi è sempre stato detto che la tecnologia è un argomento di nicchia, che interessa a pochi in realtà è vero il contrario. La tecnologia non solo coinvolge le vite di ciascuno di noi, ma le sta cambiando radicalmente. A seconda di come la si usa si può distruggere o aiutare, nel programma verranno mostrate molte cose interessanti».

Pensi che la tv sia un mezzo fondamentale per far conoscere alcune scoperte?

«Certo, la televisione è quella che ancora, soprattutto in Italia, permette di raggiungere un vasto pubblico anche se sappiamo che le nuove generazioni utilizzano anche nuove piattaforme come i social. Servono investitori che aiutino a far crescere e realizzare idee e progetti, ben venga se grazie alla tv si riesce ad arrivare a loro. Nostro scopo certamente è anche far conoscere nuove scoperte, già nella prima puntata i protagonisti saranno tre giovani inventori, la loro è un’idea innovativa e, soprattutto, utile socialmente. Non tutti sanno che l’Italia è veramente all’avanguardia sullo sviluppo delle tecnologie robotiche applicate anche alla medicina. Senza i finanziamenti però anche i migliori progetti fanno poca strada. Con “Chi ha paura del buio?” ho finalmente l’opportunità di lanciare dei messaggi che ritengo fondamentali».

Cosa ti ha spinto a trasferirti da Milano a Varese? Pentito forse?

«Siamo venuti a Varese per diversi motivi, diciamo principalmente per cercare di portare qualità alla nostra vita, potere respirare un’aria pulita, stare immersi in una natura che ci affascina. Mia moglie Filippa è ambientalista, a me piace la tranquillità, abbiamo deciso di provare per un periodo, poi vedremo, il futuro non è ancora scritto. Stiamo benissimo, abbiamo trovato quello che pensavamo di trovare, una qualità della vita incredibile. Abbiamo una cerchia di amici che frequentiamo e il vantaggio di poter lasciare nostra figlia, Stella, più libera proprio perché Varese è una città dalla dimensione più umana. Può essere più libera di muoversi in autonomia, di andare in centro con le amiche. Insomma è veramente una città tranquilla e sicura, mi piace veramente tanto».

Cosa fate durante il tempo libero?

«Escursioni, pratichiamo molto sport, Filippa va in bicicletta, ama fare giri intorno ali laghi, adesso siamo entrambi alle prese con il tiro con l’arco. Stiamo visitando le zone qui intorno. Varese poi la conosciamo già da dai tempi di “Mistero”, è stata al centro di diversi servizi. In questa fase a me piace tantissimo stare a casa perché raccolgo idee e materiale per sviluppare questi progetti, inoltre devo studiare, leggere, ricercare. Ad esempio per fare questo programma c’è dietro un lavoro infinito, magari non si immagina, ma è così. Sto benissimo dove sono perché magari poi esco voglio andare in mezzo ai boschi a ossigenarmi senza nessun problema!»

Tu nasci con programmi musicali. Ci sono dei progetti in cantiere?

«Per quanto riguarda la televisione diciamo che non dipende da me, ovviamente mi piacerebbe tantissimo tornare in radio e coltivare anche questo aspetto. Portare anche quella che ancora adesso è la mia passione, la musica. Non ho mai smesso di ascoltare o di interessarmi di musica, l’ascolto sempre dalla mattina alla sera, mai abbandonata».

Che rapporto hai con i fans, soprattutto sui social? Sai di avere un pubblico fedelissimo?

«Io davvero sono lusingato, mi sento sempre in debito, comunico con loro ma non abbastanza, mi sento in colpa perché in questa fase della mia vita non riesco a dedicarmi a loro come vorrei, sono presente sui social ma non come dovrei e come meritano. Questo affetto gigantesco mi riempie di gioia, non so come sdebitarmi. Come faccio? Spero di poter avere l’opportunità di incontrarli tutti ma proprio tutti! Però, giuro che quando mi capita di incontrarli singolarmente, cerco di dare tutto me stesso.Grazie per l’affetto, chissà che magari un giorno vi incontrerò tutti e magari proprio a Varese!».