Varese Galimberti «Cambiamento e progetti sono soltanto cominciati»

La Prealpina - 20/06/2017

Il tempo della rivoluzione. Eppure anche la rivoluzione ha bisogno di tempo. Un anno fa l’incoronazione a sindaco, da parte dei varesini, di Davide Galimberti. E lo strappo da due decenni di governo di centrodestra. Una nuova coalizione a Palazzo Estense. «La vittoria del centrosinistra ha avuto e ha ancora come presupposto il cambiamento e i cambiamenti veri e duraturi possono non essere repentini, chi ha creduto in una rapidità assoluta può essere stato deluso».

Venti ore di lavoro al giorno, pallido e con fisico asciutto, «ma soddisfatto, e molto di quello che faccio e del rapporto diretto con i varesini», il sindaco traccia un bilancio del primo anno di attività. «Vi sono delle tappe da rispettare e sono quelle che abbiamo scritto nel programma, giudicheranno i cittadini tra quattro anni, su che cosa abbiamo fatto e come abbiamo agito». E ricorda che le tappe sono difficili da rispettare con una macchina che viaggiava in seconda.

«Eppure due mesi dopo l’insediamento abbiamo portato a casa un bando da 18 milioni di euro, quello dell’intervento alle stazioni, una riqualificazione che coinvolgerà un terzo della città con conseguenze di movimenti di energie e progetti, anche sul fronte privato, enormi». Sottolinea, Galimberti, che i bandi hanno permesso di immettere nei forzieri di Palazzo Estense, 25 milioni di euro, compresi i fondi per le scuole, e che se ne dovrebbero contare 10 in più se si considera l’impegno di Rfi per la riqualificazione della stazione dello Stato.

Una questione, quella dell’attingere fondi grazie a una visione oltre il territorio locale, che è la cifra della nuova amministrazione. «Una visione italiana e europea, con l’obiettivo di rinforzare infrastrutture e collegamenti e puntare molto sulla cultura e sul turismo». Un lavoro che presuppone tempo, pure progettuale, anche perché «abbiamo trovato una amministrazione molto più ferma di quanto si potesse percepire, con abitudini non adeguate e con vuoti che stiamo cercando di colmare, come la digitalizzazione, il pagamenti online, il rispetto dei tempi nella conclusione delle procedure». Sul fronte dello stato di salute delle casse del comune, Galimberti sottolinea un risultato già raggiunto. E cioè il risparmio di ben 650 mila euro per il riscaldamento di scuole ed edifici pubblici, q   uasi la metà dell’importo finora speso, «semplicemente modificando le modalità di procedura per le gare d’appalto e facendole con la Consip». Il sindaco dice che «la politica di spending review è alla base della rivisitazione completa del bilancio e si fonda sul pilastro, non facile da mantenere, della garanzia degli stessi servizi riducendo le spese per investire al meglio le risorse».

Risultati lusinghieri per l’utilizzo della funicolare del Sacro Monte, con il raddoppio degli utenti in quattro mesi, trecentomila euro in più sul fronte della cultura, un piano per il rilancio turistico che è «un documento strategico per ottenere il meglio sul fronte dell’ambiente e del paesaggio» ma anche una serie di interventi sui quartieri, per esempio, cavallo di battaglia durante la campagna elettorale. In programma a breve, interventi di riqualificazione di alcune vie della Rasa, il rifacimento dei marciapiedi a Biumo Inferiore e a Belfiore, la riqualificazione della strada pedonale che da Penasca, l’antica San Fermo, scende in via Aquileia, la manutenzione della piramide delle Bustecche. E poi, sul fronte sicurezza, il nuovo sistema di telecamere, con l’installazione già avvenuta in piazza Repubblica, l’adozione da parte dei cittadini di telecamere in via Como e in via Dandolo, il potenziamento del corpo di Polizia locale, con l’assunzione di tre agenti, nel 2016, e di altri 4 in fase di assunzione in questi mesi. Il sì del Coni alla riqualificazione del campo di Rugby a Giubiano, per un valore di oltre 500 mila euro ma anche la riduzione della Tari e il patto sulla sicurezza e trasparenza delle gare d’appalto tra amministrazione, costruttori e sindacati. E poi il fronte parcheggi e il piano della sosta. C’è stata qualche fibrillazione… «Solo perché la città non è abituata alle trasformazioni e ad elementi di vera innovazione dopo anni di immobilismo, ora qualcosa è cambiato». Da qui, anche l’opposizione rimasta alla finestra per mesi, si è fatta sentire, eccome. «Stiamo lavorando con determinazione, è naturale che ci sia un inasprimento dei toni ma va anche detto che con alcuni esponenti dell’opposizione abbiamo una collaborazione proficua». Dice, il sindaco, «che solo alcuni cercano di nascondere i risultati che l’amministrazione sta ottenendo, forse anche per limitare o interrompere gli accertamenti giudiziari avviati con le segnalazioni che ho presentato». Ma quale voto si dà per questi primi dodici mesi di governo? «Il voto lo danno i cittadini, io credo che per tutta la giunta il giudizio complessivo possa essere più che buono». Non sono mancate tensioni tra la maggioranza… «Alcune fibrillazioni sono frutto del fatto che da quasi un quarto di secolo il centrosinistra non amministrava, c’è stato bisogno di un cambio di prospettiva rispetto la passato e c’è stata qualche necessità di stabilizzazione». Intanto continuano i giovedì del sindaco. «E sono fondamentali, ho incontrato migliaia di persone e ognuna è una sentinella fondamentale sulla città».

Da uomo “civico” a politico nel partito, a Milano e a Roma

Davide Galimberti un anno dopo: il sindaco e il politico, l’amministratore pubblico e l’uomo di partito.

Non uno sdoppiamento di personalità, ma una sintesi non ancora perfetta su cui pochi, la notte del 19 giugno dello scorso anno, sembravano disposti a scommettere, letteralmente ammaliati dalle dichiarazioni della prima ora: «Tutto il mio impegno sarà per Varese».

Dodici mesi dopo non è ancora tempo di bilanci, ma appare ormai evidente la vocazione dell’inquilino di Palazzo Estense a non circoscrivere l’orizzonte della propria azione all’interno dei confini della città.

Galimberti era stato abile, nel corso della campagna elettorale, a proiettare di sé un’immagine “civica” e ad attrarre consensi proponendo il superamento del sistema di potere ventennale incentrato sul patto tra Lega nord e Forza Italia. E il risultato della lista “personale” del futuro sindaco (otto punti e mezzo percentuali e quattro consiglieri eletti) aveva certificato il successo dell’operazione, spingendo molti a dimenticare il cursus honorum del candidato all’interno del Partito democratico, di cui il primo cittadino è militante di lungo corso e di cui è stato consulente tecnico-amministrativo. Una vocazione politica che Galimberti, una volta indossata la fascia tricolore, non ha rinnegato, anzi, ha riscoperto e rivelato senza falsi pudori. Tra gli effetti collaterali di un sindaco sempre più “dem” c’è stata la quasi implosione della lista civica, a cui il capo dell’Amministrazione comunale non ha evidentemente riservato le attenzioni promesse.

Al contrario, il sindaco si è imposto al partito, dapprima in una sfida sotterranea con il segretario provinciale Samuele Astuti, poi sterilizzando i dissensi interni al gruppo consigliare, quindi annunciando una repentina “conversione” al renzismo della seconda ora, cresciuto attorno al leader non più premier. Un rapporto privilegiato, quello con i vertici del Pd: da Renzi a Maria Elena Boschi, dal ministro Martina a Dario Nardella e, su scala locale, a Maria Chiara Gadda. I risultati (in termini di finanziamenti concessi a progetti e opere) non si sono fatti attendere. E così gli inviti a esportare il modello di “buon governo” di Varese (ancora tutto da testare) nelle assemblee di sezione e fino a Montecitorio. «Così abbiamo rotto l’isolamento in cui era precipitato il capoluogo» va ripetendo in ogni occasione Galimberti che, intanto, coltiva con uguale intensità anche il dialogo con il governatore della Lombardia Roberto Maroni, senza lasciarsi coinvolgere in polemiche di giornata e senza mai contraddire un disegno che non prevede strappi nei prossimi quattro o forse nove anni. Perché “fare politica” è possibile anche da Palazzo Estense. E il sindaco di Varese questo lo sa.