Varese Frontalieri – La partita dei ristorni

La Prealpina - 04/04/2022

Nei mesi scorsi, dal Varesotto è partita una campagna che ha coinvolto venticinque sindaci del territorio per poter eliminare la soglia minima del 4% di residenti frontalieri e quindi accedere, senza patemi, al “tesoretto” dei ristorni. La questione è di stretta attualità perché, con il nuovo accordo fiscale tra Italia e Svizzera in fase di approvazione in Parlamento, i ristorni non saranno più girati di anno in anno, ma diventeranno un finanziamento strutturale. Quindi o si rientra adesso per accedere al “calderone”, oppure addio. In tal senso, a Roma si è giunti a un accordo bipartisan Pd-Lega per abbassare la soglia al 3% con un emendamento all’accordo fiscale, che ha visto lavorare insieme il senatore Dem Alessandro Alfieri, relatore, e il collega deputato della Lega Matteo Bianchi. «Siamo sulla strada giusta – spiega Alfieri – l’emendamento è stato preparato nell’interesse del territorio e proprio per questo non ho guardato al colore politico e ho voluto coinvolgere chi ha cuore lavoratori frontalieri e comuni di confine». A Palazzo Estense la questione ha aperto però una ferita tra maggioranza e opposizione, nonostante l’accordo bipartisan a Roma, con intervento polemico dello stesso Bianchi.

Francesca Strazzi (capogruppo Varese Praticittà), ha presentato infatti un ordine del giorno sull’argomento, approvato durante lo scorso Consiglio: «È un cambio di passo significativo, perché sottolinea la spinta da parte delle amministrazioni locali verso un ruolo di primo piano per quanto riguarda la programmazione e realizzazione di opere di interesse pubblico che rispondano effettivamente alle esigenze della collettività. Penso per esempio a plessi scolastici della fascia 0-14 anni, impianti sportivi, strade comunali, luoghi della socialità. Il Comune di Varese, nel 2020 registrava oltre 2.670 lavoratori frontalieri: un numero che in questi anni è cresciuto e al quale corrisponde una somma pari a 3,5 milioni di euro in ristorni. Importo che anche alla luce del dibattito in Consiglio comunale e degli emendamenti proposti (sulla base della soglia del 3%, ndr), permetterà all’amministrazione di disporre di più risorse per opere connesse a bisogni e necessità del territorio».

Sulla questione poi l’intervento di Matteo Bianchi, che è anche consigliere della Lega: «Tranquillizzo la consigliera Strazzi e il sindaco Galimberti: la soglia abbassata al 3% è frutto di un accordo parlamentare Lega-Pd di qualche settimana fa in Senato ed è inutile intestarsi vittorie, anche quando non si hanno meriti. Bene per il tema di un obiettivo raggiunto, ma la posizione palesata è tardiva e ridondante. Questo atteggiamento della maggioranza – aggiunge il deputato leghista – mette anche a repentaglio il precario equilibrio che si trova a livello parlamentare nel cercare di condurre delle battaglie comuni per il territorio perché, tentando di mettere il cappello su ogni cosa, anche quando non si hanno dei meriti, è evidente che poi si creano delle frizioni che sarebbe utile evitare». E infine una chiosa laconica: «Chissà se l’ufficio stampa del Comune è altrettanto zelante quando c’è da sottolineare le strade gruviera o il degrado fuori dalle stazioni».

Con i ritorni la Provincia sistema strade e ciclabili

Oltre nove milioni e trecentomila euro da investire su strade, piste ciclabili e monumenti, grazie ai frontalieri.

L’amministrazione del presidente Emanuele Antonelli ha approvato il programma per l’utilizzo dei fondi assegnati alla Provincia di Varese a titolo di ristorno fiscale delle imposte a carico dei cittadini lombardi che lavorano in Canton Ticino. La delibera approvata alla fine di marzo fa riferimento alle imposizioni sui redditi del 2019, periodo per il quale a Villa Recalcati è stato un riconosciuto l’importo di 9.388.054,74 euro. Una somma in aumento rispetto agli 8.095.218,07 del 2018 e ai 7,6 milioni dell’anno precedente. Somma che l’ente provinciale ha deciso di impiegare sia per la spesa corrente (per un totale di oltre due milioni e mezzo), sia per gli investimenti (6,8 milioni). Per la prima voce, a fare la parte del leone è la “manutenzione viaria”: quasi un milione e ottocentomila euro sarà destinato, nel 2022, a taglio erba, manutenzione ordinaria delle strade e sgombero neve. Per la manutenzione delle aree verdi del patrimonio provinciale, compresa la sede di Villa Recalcati, serviranno 600.000 euro. Alla cura e la sistemazione del parco mezzi, oltre che per carburante, lame e sale, andranno altri sessantamila euro.

Capitolo investimenti. La fetta più consistente dei fondi va alle strade: 3.624.000 euro saranno impegnati per asfaltatura, segnaletica, guard-rail e manutenzione straordinaria degli oltre 600 chilometri di Provinciali. Un altro mezzo milione servirà per mettere in sicurezza le strade, con il rifacimento di barriere e segnaletica e la posa di dissuasori. Altri 800mila euro saranno accantonati per il rifacimento della passerella della ciclopedonale del lago di Comabbio, chiusa dall’agosto 2020 per rischio di cedimento della struttura portante in legno. Oltre un milione e 300mila euro è destinato ai percorsi per pedoni e ciclisti: 250mila per la manutenzione della rete provinciale, 500mila per la pista ciclabile Valli del Verbano (secondo lotto, nel territorio di Gavirate), 580mila per il tracciato a Maccagno con Pino e Veddasca.

Ammonta infine a 561mila euro la spesa annuale, coperta grazie ai soldi dei frontalieri, per la manutenzione ordinaria di edifici e monumenti di proprietà provinciale.