Varese Fioriere antiterrorismo Ora il corso è blindato

La Prealpina - 08/02/2018

Varese non è una città a rischio attentati, né tantomeno corso Matteotti pare essere il bersaglio ideale per un kamikaze. Ma quanto avvenuto negli ultimi anni fuori dall’Italia dimostra che per i “cani sciolti” in preda alla follia ogni logica viene meno e che non esistono “zone franche”.

E così anche nel capoluogo bosino si è dovuto correre ai ripari dotando l’area pedonale del centro storico di strumenti che impediscano l’accesso di mezzi, siano essi camion o automobili, a gran velocità, con l’intento di fare una strage. Recependo le indicazioni arrivate dalla Prefettura, ieri mattina in corso Matteotti (nella foto Blitz) e in via Del Cairo sono state posizionate le pesanti fioriere che avranno una duplice funzione: impedire l’ingresso a veicoli “lanciati”, appunto, ma anche abbellire la zona.

Le strutture sono infatti realizzate in acciaio corten, un particolare metallo color ruggine, e all’interno sono stati collocati vasi di fiori, poi esemplari di agrifogli e osmanthus, ossia una pianta sempreverde che fiorisce tra settembre e ottobre emanando nell’aria un gradevole profumo. «I vasi – spiega il vicesindaco Daniele Zanzi, con delega alla Polizia locale – sono stati realizzati su misura da un artigiano di Barasso: per questo è stato necessario un po’ di tempo. Abbiamo scelto di collocare queste fioriere perché molto più gradevoli rispetto ai blocchi di cemento installati a Milano per garantire la medesima finalità». «Tra l’altro – ha rimarcato – le strutture sono realizzate in maniera tale da poter essere facilmente spostate con un semplice transpallet in caso di necessità, ad esempio in occasione di manifestazioni. Le abbiamo posizionate in modo da garantire comunque il passaggio ai mezzi di servizio, come le auto delle forze dell’ordine, che dovranno soltanto fare una sorta di slalom. L’intento infatti non è bloccare del tutto l’accesso ma impedire che possano sopraggiungere mezzi a gran velocità».

Del resto, il mese scorso era stato proprio Zanzi ad annunciare questo intervento, realizzato grazie alla collaborazione di un negozio della zona, precisando la volontà di collocare «elementi urbani di decoro che ricordino dove ci troviamo, e cioè una città in un giardino, e che svolgano la funzione di utili barriere».

M.C.