Varese – Estate nei bungalow

La Prealpina - 17/02/2021

– Fioccano le prenotazioni nei campeggi lungo lo Stivale. Lo dicono i siti
specializzati e si accende una speranza per il turismo. Anche in provincia di Varese?

La situazione sul Lago Maggiore, vale a dire dove si concentra il maggior numero di campeggi, è un a macchia di leopardo. Il fenomeno più
interessante si registra al Camping città di Angera, dove stanno arrivando delle prenotazioni un po’ anomale: per esempio, come spiegano dalla struttura ricettiva «stiamo ricevendo molte richieste di italiani che affittano bungalow a lungo periodo, anche per due, tre o quattro mesi. In molti casi sono persone di Milano che sfrutteranno la nostra location nei fine settimana. Non sapendo, infatti, cosa succederà con le limitazioni agli spostamenti, hanno trovato questo sistema per regalarsi comunque una possibilità di vacanza a due passi da casa». E quindi restando in Lombardia e in un posto decisamente gradevole e valido anche per il singolo fine settimana: per spiaggiarsi o regalarsi qualche gita nei paraggi di
Angera. «La tendenza agli affitti lunghi – aggiungono da Angera –era già stata avviata durante l’estate scorsa. Abbiamo lavorato il
30% in meno anche perché, per scelta nostra, abbiamo preferito non avere gli ospiti di giornata e quindi abbiamo mantenuto una capienza al di sotto del consentito. Nonostante ciò, siamo riusciti a reggere il colpo, pur registrando la diminuzione della clientela svizzera, francese, tedesca e olandese».

Qualcosa si sta muovendo anche più a nord.
«Per luglio e agosto – afferma una collaboratrice del Camping Lido Maccagno – abbiamo iniziato a ricevere delle richieste e delle prenotazioni perché, alla fine, il campeggiatore è autonomo e, quindi, non ha problemi di
distanziamento. Però, come avvenuto l’anno scorso, il grosso arriverà con prenotazioni dell’ultimo minuto anche perché, alla fine, con il camper ci si può organizzare anche così. Com’è avvenuto l’anno scorso quando,
con le aperture, si è lavorato bene. Ci aspettiamo qualche italiano in più e qualche straniero in meno, anche se i clienti del nord Europa restano il gruppo più numeroso. Intanto speriamo di aprire il 29 marzo, virus permettendo».

C’è invece più preoccupazione all’International camping di Ispra: «Qui – racconta il titolare Benny Passuello – siamo a zero prenotazioni. D’altronde non si capisce più niente. Si pensi a cos’è successo con le piste da sci. E
anche l’anno scorso non è andato benissimo. Anzi. Abbiamo visto l’1% degli stranieri rispetto alla normalità». E gli italiani? «Qualcuno in più si è visto a giugno, poi hanno virato tutti verso il mare. Comunque teniamo
duro: siamo qui da venticinque anni e fino alla pandemia tutto andava bene. Di certo non molliamo».

Anche perché, in effetti, grazie a una maggiore attenzione dei turisti verso la provincia di Varese, in questi anni i camping sono aumentati, hanno migliorato in qualità, servizi e strutture e, quindi, sono stati premiati anche
dalle presenze, specialmente straniere.

La fuga dalle città lombarde farà ripartire il nostro turismo

Edoardo Favaron, assessore al commercio a Sesto Calende, è presidente di Fiata Federcamping Lombardia: il turismo all’aria aperta
sembra vivere una fase di rinascita, ma durerà?
«Certo che durerà, e sarà proprio dai campeggi che il turismo della nostra provincia troverà una via di ripresa. È il turismo di prossimità, quello su
cui dobbiamo puntare».

Ci spieghi come avete vissuto il 2020
«Per noi titolari di campeggi è stato un anno difficile e strano. Ma abbiamo comunque intravisto qualche segnale positivo. Quando abbiamo potuto rimanere aperti, infatti, abbiamo lavorato bene. La pandemia ha permesso a chi vive nelle città di scoprire il lago e il piacere di poter stare all’aria aperta, distanziati e senza rischi. La nostra posizione, in questo ci ha sicuramente favoriti. E abbiamo capito che una rinascita è possibile.
L’anno scorso, durante le aperture, abbiamo avuto incrementi del 124%. Sono numeri di cui bisogna tener conto. Abbiamo avuto anche qualche struttura che non aveva l’apertura annuale e che l’ha chiesta per quest’anno . E c’è anche chi ha deciso di aprire in anticipo. Insomma, ci stiamo muovendo»

Queste nuove scelte degli italiani riescono a
compensare la mancanza di turisti stranieri?
«No, chiaramente la mancanza dei turisti stranieri ha inciso in modo pesante sui nostri bilanci. I turisti stranieri, di abitudine, si fermano per periodi più lunghi e prenotano con largo anticipo. È chiaro che le restrizioni, l’anno scorso, e le incertezze quest’anno, condizionano pesantemente l’andamento della stagione. Ora guardiamo alla Svizzera, a noi così vicina, ma anche agli altri Paesi dell’Europa»


C‘è una tendenza che sta emergendo in modo particolare?
«Sicuramente la richiesta di bungalow e di case mobili per lunghi periodi. Rientra sempre nel concetto di turismo di prossimità. Con gli affitti lunghi
è quasi come avere una seconda casa da raggiungere nel fine settimana o per periodi più lunghi . Le norme anti covid sono assicurate, così
come il distanziamento. Ogni nucleo familiare ha uno spazio suo»

Cosa chiedono oggi i titolari di campeggi?
«Abbiamo bisogno di ristori seri, perchè se è vero
che quando siamo aperti abbiamo richieste, è altrettanto vero che i lunghi periodi di chiusura sono stati molto pesanti. Non solo. Molti di noi hanno rinnovato le strutture, fatto investimenti per garantire sicurezza. Abbiamo bisogno di credito per proseguire con le nostre attività e di non essere
più ingabbiati dentro norme burocratiche assurde».