Varese e Malnate prime voci del coro «Abbiamo bisogno di più Unione»

La Provincia Varese - 25/11/2016

I sindaci del territorio guardano all’Europa con speranza. «Varese ha bisogno e voglia di più Europa» fa sapere il sindaco di Varese Davide Galimberti. «I Comuni hanno bisogno di meno rigidità e di personale qualificato per poter accedere alle opportunità di finanziamento dell’Europa» gli fa eco il sindaco di Malnate Samuele Astuti. C’erano anche i rappresentanti delle istituzioni locali al tavolo che ha avviato, ieri mattina, la duegiorni del Calre al centro congressi di Ville Ponti. Il “padrone di casa”, il sindaco Davide Galimberti, si è sentito pienamente a suo agio nell’accogliere le delegazioni europee nella città che guida dallo scorso giugno: «Questo appuntamento – spiega Galimberti – rappresenta un’ulteriore conferma di come Varese abbia bisogno e voglia di più Europa. Sia in termini di collegamenti infrastrutturali, sia in termini di finanziamenti, sia in quelli di maggiori aiuti nel fronteggiare il fenomeno dell’immigrazione». Per Samuele Astuti, sindaco di Malnate, quello di ieri a Ville Ponti è stato «un incontro importante e utile perché abbiamo sentito che c’è attenzione e disponibilità da parte delle istituzioni europee a confrontarsi coi territori». Nel suo intervento, Astuti ha sollevato un problema concreto nel rapporto tra gli enti locali, soprattutto quelli medi e piccoli, e l’Europa: «Si avverte l’esigenza, da un punto di vista metodologico, che le pubbliche amministrazioni debbano avere personale qualificato che possa impegnarsi sulla progettazione europea». Perché l’Europa spesso, più che opportunità per far crescere il proprio territorio, si trasforma in un miraggio, soprattutto quando si tratta di reperire finanziamenti: «La rigidità di bilancio dei Comuni non permette di usufruire appieno dei fondi europei messi a disposizione – le parole di Samuele Astuti – inoltre, sul tema del rapporto tra persona e società, ho sottolineato che c’è un problema di disseminazione: infatti i decisori pubblici non sono coinvolti nella disseminazione e ciò impedisce di dare risposte immediate ai mutevoli problemi di una società che cambia». Per un primo cittadino di “frontiera” dell’Europa come il sindaco di Porto Ceresio Jenny Santi «è stata l’occasione per parlare delle criticità e delle necessità del nostro territorio, auspicando un rapporto sempre più diretto con l’Europa al fine di cogliere opportunità e fondi da una politica europea che dovrà essere sempre più vicina ai cittadini».