Varese: E adesso speriamo nei saldi

La Prealpina - 03/01/2019

Tante aspettative sono appese ai saldi invernali che nel Varesotto, come nel resto della Lombardia, iniziano sabato 5, sulla scia di una stagione non certo brillante per il settore abbigliamento-calzature. La conferma arriva dagli operatori che aspettano il lancio delle promozioni come forma di “rivincita”: «Il mese di dicembre non è stato particolarmente positivo – sottolinea Giorgio Angelucci, storico commerciante, presidente di Uniascom-Confcommercio e anche di Federmoda -. I motivi sono molteplici: anche un inverno con temperature particolarmente miti non sostiene certo le vendite del capospalla o degli articoli tipici del freddo. Ma si è sentita molto la concorrenza della grande distribuzione e ancor più di Internet, un “nemico” condiviso da tutto il commercio. L’online prende sempre più piede anche sotto le feste e quest’anno si è sentito in modo persino superiore al passato».

Dunque i tempi cambiano molto rapidamente e sempre più clienti fanno shopping direttamente dal loro pc, tanto da mettere in crisi non solo il negozietto di una volta ma le medie e grandi superfici commerciali. «Non si può negare, il vero concorrente è il Web – aggiunge Angelucci -. Anche le ultime informazioni dagli Stati Uniti, che di solito anticipano l’Europa, non promettono nulla di buono per i negozianti tradizionali. Ma anche grosse catene sono in difficoltà: Amazon, nato in America, è ormai una potenza mondiale che porta via quote di mercato a tutti gli altri, senza esclusioni, colossi compresi».

Si può prevedere dunque un’ulteriore ondata alle nostre latitudini, con le dovute proporzioni: «Certo, bisogna pensare seriamente a questo tema perché il nostro mercato potrebbe cambiare ancora e subire maggiormente questa concorrenza – dice il numero uno di Uniascom -. I numeri non sono ancora definitivi, ma la sensazione, ascoltando i colleghi di tutta la provincia, è di un dicembre tutt’altro che entusiasmante. Parliamo ovviamente di generi non alimentari, visto che l’andamento è molto diverso in base ai settori. Di certo abbigliamento, calzature e oggettistica hanno avuto una flessione, che speriamo di colmare con l’arrivo dei saldi con un effetto di compensazione che possa dare una mano in una stagione incerta».

Il meccanismo, del resto, è ormai consolidato: per l’acquisto di scarpe e moda si aspetta l’anno nuovo, concentrando invece lo shopping natalizio su alimentare e regali non rinviabili. La speranza di tutti è vendere quello che non si è venduto prima, dunque: «Il consumatore aspetta per il cappotto o il piumino importante, anche l’anno scorso è successa la stessa cosa – prosegue Angelucci -. In base ai calcoli della vigilia, si prevede una spesa a persona fra 100 e 150 euro: quindi si parla di acquisti non di poco conto».

Realismo, quindi, ma anche ottimismo per l’arrivo delle promozioni, anche se il Varesotto deve scontare un’altra concorrenza, quella della Svizzera e degli outlet che seguono regole molto più libere. Anche sotto Natale erano già attivi i saldi. «La vicinanza del Ticino per il commercio è soprattutto negativa. Certo non manca la clientela svizzera che si riversa nei nostri negozi, grazie alla presenza di tantissimi frontalieri – analizza il presidente -. Ma è più forte ancora la direzione contraria, proprio per via delle promozioni già partite con due settimane di anticipo. Abbiamo normative diverse e non è possibile risolvere questo problema».