VARESE Di Francesco: “La stampa non aiuta i giovani a crescere”

Varesenews - 23/05/2016

Al Centro Congressi Ville Ponti si è svolto il 6° convegno Mapei Sportdal titolo: “Mapei Sport: 20 anni di ricerca, assistenza e cultura per lo sport”, evento legato al mondo della ricerca scientifica specializzata nello sport. Nel corso del convegno, sono stati presentati i risultati del progetto di ricerca “Aldo Sassi” e il 5° assegno di ricerca “Aldo Sassi” per Laureati in Scienze Motorie.

Giorgio Squinzi, ceo del gruppo Mapei e Adriana Spazzoli, direttore marketing e relazioni esterne Gruppo Mapei, hanno introdotto gli argomenti di discussione ricordando come è nato il Centro Mapei e i valori che vi sono alla base. I ricercatori del Centro Mapei Sport e professionisti del settore, hanno illustrato i propri risultati e studi, con contributi importanti circa l’effetto in diverse discipline sportive del “Delayed potentiation”. I presenti hanno potuto assistere anche alla Lectio Magistralis tenuta da Nicola Maffiuletti sugli effetti acuti dell’esercizio fisico: fatica vs “potentiation”.

Durante l’arco dell’intera giornata, sono stati affrontati numerosi temi importanti riguardanti diversi sport, con sessioni particolareggiate riguardanti lo sci alpino, con focus ad esempio sulle differenze fisiologiche tra sciatori di Coppa del Mondo e Coppa Europa, sul ciclismo, con rilevanti riflessioni sull’ottimizzazione dell’allenamento nella Mountain Bike, sulla pallacanestro, dove si sono analizzate anche le variabili dell’allenamento e della forza e infine sul calcio, dove l’accento è stato posto sugli aspetti metodologici relativi alla percezione dello sforzo e ilBrain Endurance Training, come nuova strategia per limitare la fatica mentale e migliorare le performance.

Una ricca tavola rotonda con ospiti illustri ha poi concluso il convegno. Paolo Ghisoni, Sky Sport, già promotore del progetto di sviluppo del calcio giovanile “La Giovane Italia” ha coinvolto gli ospiti sul tema dell’affermazione dei giovani atleti d’élite Hanno partecipato alla discussione non solo personalità del calibro di Giorgio Squinzi, Luca Guercilena, Roberto Sassi, Andrea Menozzi, Eusebio di Francesco, ma anche atleti come Francesco Acerbi, Fabian Cancellara, alcuni esponenti della Nazionale Italiana di sci alpino e del Cycling Team Trek-Segafredo, che hanno avuto modo di intervenire e regalare il loro prezioso contributo alla discussione.

Squinzi è convinto che per arrivare ai massimi livelli bisogna iniziare fin da piccoli: «Fabian Cancellara e Berardi sono i nostri esempi: gli sportivi per arrivare ai vertici devono iniziare ad affinare le loro caratteristiche partendo da giovanissimi mantenendo con la testa le responsabilità e la concentrazione, obiettivi chiari sportivi e di vita per diventare veri campioni».

Secondo il ciclista Fabian Cancellara, per affermarsi:  «Avere una buona base da giovani non basta, bisogna trovare le strutture giuste che ti aiutino a crescere. Io devo ringraziare la Mapei che all’inizio della mia carriera  mi ha dato quello che mi serviva per fare il salto di qualità».

«La mia esperienza – ha commentato Luca Guercilena, general manager del cycling team Trek-Segafredo – è particolare, la mia fortuna è stata lavorare 10 anni alla Mapei prima di diventare Team manager. Gestire gli atleti ed i tecnici è difficile. Per me la cosa principale è formare uomini prima che corridori. Bisogna investire tanto sul settore giovanile non stressando i ragazzi ma dando loro la cassetta degli attrezzi per il futuro».

A parlare del mondo calcistico è stato Eusebio Di Francesco. «A volte la stampa – ha detto l’allenatore del Sassuolo- non aiuta a far crescere i ragazzi, perché mette loro troppa pressione. I giovani vanno aspettati e accompagnati nella loro crescita. L’importante è insegnargli come arrivare al risultato. Un allenatore deve avere la capacità di riconoscere i talenti ed accompagnarli nel loro percorso di crescita: Il mio compito è anche  quello di togliere le troppe responsabilità che sentono addosso giovani come Berardi».

«Importante per un giovane sportivo – ha aggiunto il calciatore del Sassuolo Francesco Acerbi – è trovare nel proprio percorso strutture e personale che ti aiutino a superare i momenti difficili. Noi a Sassuolo siamo privilegiati perché abbiamo il Centro Mapei che ci aiuta tanto. Sono dettagli importanti per crescere e star bene tutto l’anno. Il Sassuolo ha molti giovani forti, di valore e italiani e per questo siamo visti come una squadra da imitare».

Roberto Sassi, responsabile training check e sport science della Juventus, ha spiegato che: «La Juventus crede tanto nei giovani. E’ una società che  guarda avanti, li fa crescere. C’è tanto investimento dal punto di vista economico anche se a volte non è possibile farli giocare sempre. Come dice di Francesco purtroppo è un sistema in cui i giovani non sono avvantaggiati».

E il ruolo della famiglia che ruolo ha nella crescita del giovane? Secondo l’allenatore della nazionale italiana di Sci Alpino, Massimo Carca, e l’atleta Matteo Marseglia «è importantissima per la formazione. La voglia parte dai ragazzi ma fondamentale è il supporto dei genitori».

Le dinamiche sono spesso identiche in sport diversi, basket compreso. Per Andrea Menozzi , responsabile del settore giovanile della Reggiana «Il mondo del Basket  è simile a quello del calcio. A far giocare i giovani ci vuole coraggio. Il problema è inserirli in un contesto in cui la struttura fisica è fondamentale. Dopo il coraggio ci vuole la pazienza perché poi essere all’ altezza delle aspettative è il vero scoglio».