Varese Decoro e antibivacco Ecco le nuove regole Via libera tra un mese

La Prealpina - 27/04/2017

Prima di tutto, fare luce. Nel senso di potenziare l’illuminazione, perché una città illuminata quasi a giorno è per forza di cose una città più sicura. Il deterrente è stato applicato in più punti della città ma con particolare attenzione in piazza Repubblica. E qui, nell’arco di poco, saranno installati potentissimi fari. Non solo. L’ordinanza antibivacco è scaduta ai primi di marzo, è stata al centro di un aspro dibattito politico-amministrativo prima durante e dopo l’attuazione. Una ordinanza a tempo , che ha senso se collegata all’urgenza. Come arginare in modo efficace chi imbratta e staziona in centro provocando un danno al decoro e all’immagine della città e magari anche problemi di sanità pubblica? Da qui l’idea di «modificare l’articolo 39 del regolamento di polizia urbana che dice, in sostanza, che sotto i portici e dentro gli androni è vietato sporcare e bere alcolici», dice il vicesindaco e assessore alla Polizia locale Daniele Zanzi. Dunque non ci sarà una ordinanza vera e propria ma uno “stralcio”, utilizzando gli strumenti giuridici che già sono a disposizione e che sono due. Il primo: il regolamento in vigore dal 1970 (modificato nel 2006 in sostanza per commutare, peraltro in ritardo di 4 anni, le sanzioni dalle lire all’euro). Il secondo: il decreto Minniti, quello sulla sicurezza, varato in febbraio e che dà maggiori poteri al sindaco, come la possibilità – già applicata a Gallarate – di comminare il cosiddetto Daspo urbano a chi combina guai. «Non possiamo attendere il varo del nuovo regolamento su polizia urbana e sicurezza, al quale stiamo lavorando insieme con il segretario comunale Francesco Tramontana e al comandate della Polizia locale Emiliano Bezzon -. Si tratta di un un lavoro complesso, se va bene arriverà in discussione a fine anno in consiglio comunale e la città non può permettersi di attendere così tanto tempo». Da qui l’idea di attingere a tutte le possibilità declinate dal decreto sulla sicurezza varato dal governo da una parte e dalle norme del regolamento che attualmente esistono e potrebbero rappresentare non una ordinanza camuffata, ma uno strumento normativo efficace. «Certo, va modificato l’attuale regolamento perché non contempla nulla della movida, delle abitudini sociali trasformate, dei tavolini all’aperto, semplicemente perché ha quasi mezzo secolo!». E ancora: «Nel regolamento non vi è nulla che contempli la popolazione modificata con l’arrivo di molti immigrati extracomunitari, nulla che registri le nuove abitudini serali dei varesini e dei giovani».

Il nuovo provvedimento antibivacco sarà esteso su tutto il territorio comunale e non riguarderà soltanto l’area compresa tra le stazioni, via Como, via Milano, via Morosini, piazza XX Settembre e, ovviamente, piazza Repubblica. Questa l’area coinvolta nel primo provvedimento, che è stato precursore del decreto sicurezza firmato dal ministro dell’interno Minniti. Lo scorso 23 dicembre, a Palazzo Estense, il via libera del sindaco Davide Galimberti al provvedimento che è diventato realmente operativo il 9 gennaio dopo due settimane di “prova”. E che ha dato risultati positivi, soprattutto in piazza Repubblica. Ora, con l’arrivo della bella stagione, inevitabile che le abitudini cambino e che il popolo della notte aumenti a dismisura, in centro. E se anche nelle ore diurne sono stati rinforzati i controlli in piazza Repubblica, punctum dolens del decoro e della sicurezza in città, con azioni mirate per alcuni giorni disposte dal prefetto Giorgio Zanzi e compiute da tutte le forze dell’ordine, i bivacchi e la percezione dei rischi nella piazza stanno prendendo di nuovo piede. Ecco la necessità di mettere in campo tutte quelle azioni concrete e necessarie per alzare la soglia della sicurezza senza attendere nuovi regolamenti. «Per questo motivo abbiamo deciso di illuminare con fari potenti anche la parte della piazza verso via Spinelli – spiega il vicesindaco – dopo aver potenziato la zona vicino alla facciata del centro commerciale con fari che che scoraggiano chi vuole dedicarsi a traffici illeciti».