Varese Cultura – Assessore a tempo pieno

La Prealpina - 08/11/2021

 Dice che lo fa sorridere l’espressione «un culo, una sedia» che qualcuno gli ricorda: Enzo Laforgia commenta, «con rispetto» verso chi l’ha pronunciata (l’ex ministro e governatore Roberto Maroni), di preferire la frase «una testa, una funzione». E spiega così, con una battuta, la «decisione dolorosa», di lasciare l’insegnamento: in aspettativa, dopo più di 30 anni in classe tutte le mattine, il professore di Storia e Filosofia lascia i suoi studenti del liceo classico “Cairoli” per dedicarsi “H-24” al suo nuovo incarico, quello di assessore alla Cultura.

«Non è stato facile decidere, ma già da questa mattina, alle 8 io sarò in ufficio a ricevere i rappresentanti di vari gruppi e associazioni e i miei studenti avranno il loro insegnante supplente». Una scelta personale, quella del docente, scrittore e intellettuale varesino che è stato indicato da Davide Galimberti per un assessorato molto delicato. Non fosse altro perché Varese è senza assessore dal 2019, dopo le dimissioni del professore fiorentino Roberto Cecchi, a distanza di poco tempo dalle dimissioni proprio di Enzo Laforgia da presidente della commissione Cultura. La delega è stata poi saldamente nelle mani del sindaco Davide Galimberti.
Per Laforgia lasciare l’insegnamento è stata un scelta delicata e inevitabile: «La politica culturale deve avere come destinatario privilegiato i cittadini della città». Da qui contatti con gruppi e associazioni, già avviati. «L’amministrazione può aver un ruolo straordinario nel porre un freno alla deriva disgregativa della società, che è stata acuita dagli anni della pandemia». In particolare, Laforgia vuole dedicare attenzione «alla cultura nei quartieri, per ricostruire lo sfilacciamento sociale e perché la cultura può diventare un modo per curare la disaffezione alla politica dei cittadini». Attorno alla questione assessorato si sono consumati dibattiti e scontri politici, motivo per cui oggi i riflettori sono doppiamente puntati sulla figura del nuovo assessore che ha il compito di riportare in primo piano e al centro della vita cittadina un settore fondamentale. E poiché Laforgia (eletto consigliere nella lista Progetto Concittadino) è persona che ha sempre voluto tenere un profilo basso, quasi quasi lascia cadere la cosa, cioè la sua aspettativa dall’insegnamento, come fosse una questione solo personale. «Scelta dolorosa perché sospendo una attività nella quale mi identifico esistenzialmente, oltre che professionalmente – commenta Laforgia, 60 anni, sposato con Angela Todisco, anche lei insegnante e padre di Martina -. E sono dispiaciuto di lasciare, e non c’è un ordine di importanza nella citazione, colleghi con i quali lavoro da tanti anni e i ragazzi ai quali so di causare un disagio, almeno temporaneo». Spiega che «sono un docente vecchio stampo che ama preparare le lezioni un giorno con l’altro, non ce la farei a fare bene due cose così impegnative». Dalla cattedra del mitico “Cairoli” all’ufficio di via dei Bersaglieri: «Ho trovato uffici composti da persone preziosissime e molto competenti che hanno lavorato bene anche in assenza di un assessore». Ora l’assessore c‘è: non ha uno stipendio da insegnante, avrà una indennità (inferiore) come assessore. Con l’obiettivo, alto, di insegnare ai varesini che «la cultura deve farci riconoscere attraverso la spazio che abitiamo».