Varese Commercio – Tasse: niente sconto

La Prealpina - 09/04/2020

Azzeramento delle rette di asili nido, scuole
d’infanzia, mense e attività parascolastiche sospese nel mese di marzo. E rinvio a fine maggio
delle scadenze di pagamento di una serie di tributi comunali, incluse la tassa rifiuti e le imposte di pubblicità e di occupazione e concessione
di aree pubbliche.
Nella riunione dell’altra sera, la giunta di Palazzo Estense ha approvato una prima “manovra”
che, nelle intenzioni del sindaco e degli assessori, dovrebbe in qualche misura allentare la
stretta delle ripercussioni economiche dell’emergenza sanitaria sui bilanci delle famiglie e
delle imprese, soprattutto quelle commerciali.
Un provvedimento articolato, accompagnato
dall’impegno a proporre al prossimo consiglio
comunale una riduzione del costo del servizio
di raccolta e di smaltimento dei rifiuti e preceduto, nelle scorse settimane, da richieste e proposte formulate dalle associazioni di categoria
ma rimaste, tuttavia, inascoltate.
Se infatti le famiglie che non hanno potuto accompagnare in classe i figli non dovranno versare un solo euro per un servizio che non è stato
erogato, i titolari di negozi, bar e ristoranti saranno tenuti a pagare fino all’ultimo centesimo
gli importi dovuti all’Amministrazione comunale, anche se avranno più tempo per saldare
“senza applicazione di interessi, sanzioni, solleciti e more” un conto ritenuto comunque iniquo a fronte del blocco pressoché totale delle attività.
Tutte le scadenze in calendario dall’inizio dell’epidemia da coronavirus sono state fatte slittare al 31 maggio ed è stata riformulata la rateizzazione della tassa rifiuti da qui a fine anno.
Nessuno sconto, quindi, ma una semplice dilazione come puntualizza un passaggio della delibera votata all’unanimità dall’esecutivo di
centrosinistra: “tale agevolazione non comporta la realizzazione di minori entrate, ma un introito posticipato delle stesse, riverberandosi
quindi sulle giacenze di cassa”.
«Siamo al lavoro per ridurre ancora la Tari dopo
la fine dell’emergenza sanitaria» hanno intanto
fatto sapere da Palazzo Estense, ma la promessa
non ha fatto cambiare idea a quanti, pubblicamente, avevano invocato provvedimenti di ben
altra portata.
Ai commenti negativi degli operatori economici si saldano anche le reazioni delle forze politiche di opposizione, che avevano condiviso e
sostenuto le richieste dei rappresentanti delle
organizzazioni del commercio e del terziario e
che, ieri, hanno sottolineato come Imu, Tasi,
Tari e Tares peseranno sui contribuenti come se
«nulla fosse accaduto nelle ultime settimane e
come se non fossimo stati tutti investiti da una
crisi senza precedenti».