Varese – C’è un’occasione per animare Belforte

La Prealpina - 19/02/2020

Trentacinque anni di degrado, abbandono o comunque utilizzo parziale di un’area possono essere cancellati con l’invi – to a chiunque abbia una buona idea (fosse anche senza soldi), da mettere sul piatto), una proposta del proprio personalissimo sogno per la rinascita di un quartiere? La scommessa riguarda Belforte e ad avanzarla è l’amministrazione comunale. L’11 marzo verranno infatti aperte le buste contenenti gli spunti di rilancio dell’ex macello civico, realizzato nel 1939, chiuso dal 1986. Gli spazi sono stati poi riutilizzati, in parte come deposito di bus e in parte come magazzini comunali e sede di associazioni. A più riprese, negli anni, è stato denunciato il degrado o l’abbandono di materiali in alcune delle vaste aree dell’ex macello. Lo spazio è infatti ingente: 50 mila metri cubi di volumetria e 7.500 metri quadri di superficie coperta. Ora l’intenzione del Comune, dopo tanti tentativi e idee di recupero avviati e abortiti, di avviare il progetto di riqualificazione. Come? Si procede a step. Si chiede ai cittadini, alle associazioni, alle imprese, ai progettisti di presentare idee. Nessuna graduatoria di merito, nessun punteggio o compenso. I contributi serviranno come traccia per un progetto di riqualificazione futura. Il 10 marzo si chiuse il termine di questo fase di “dialogo competitivo”, l’11 si saprà il risultato. Al termine del percorso partecipato, «verrà scelto il progetto più innovativo e utile», spiega l’assessore Andrea Civati. Passo successivo, avviare una procedura competitiva con negoziazione prevista dal codice dei contratti. La trafila burocratico-amministrativa non sarà breve, anche se già entro la fine dell’anno in corso si dovrebbe avere «il percorso tracciato». I paletti sono stati posti, dall’amministrazione, nell’avvi – so. E cioè: servizi che facilitino la coesione sociale, attrattività per cittadini che abitano anche fuori quartiere con luoghi ricreativi e sportivi, connessione con la zona delle stazioni, in profonda trasformazione. L’avviso dice anche che l’ex macello potrà essere venduto ma riporta anche le ipotesi di concessione di valorizzazione dell’immobile o del diritto di superficie, con durata di 50 anni. Ma che cosa serve a Belforte? Quali sono le mancanze e le necessità del quartiere? Superare la cesura di una strada, il viale, che lo taglia in due è impossibile ma possibile è dare servizi e spazi per la comunità che, nella parte del quartiere più vicino alla ferrovia, cioè sulla destra per chi esce dal centro, non ha una piazza, non ha luoghi di ritrovo per la cittadinanza, spazi per le associazioni o per la comunità, al di fuori dell’oratorio e della cooperativa di Biumo e Belforte. Eppure, tra negozi che chiudono, e auto che escono ed entrano dalla città lungo una delle strade più trafficate, c’è un tessuto sociale che ha bisogno di potersi esprimere senza andarsene dal rione. «Sviluppo di funzioni utili per la collettività e i cittadini del quartiere, oltre a riqualificazione urbanistica», commenta l’assessore ai Servizi sociali Roberto Molinari. La vera rivoluzione sarebbe che gli abitanti proponessero e dicessero che cosa desiderano per il loro rione. E che cosa serve per renderlo più vivibile