Varese – C’è un gazebo da spostare «Facciamolo pagare alla Lega»

La Prealpina - 27/11/2019

«Potessi farlo, lo prenderei a picconate, quel catafalco». E ancora: «Oggi sono tutti bravi a dire “sposatelo”, fosse così facile, ma nessuno ha detto beh quando venne realizzato per Expo 2015 e nessuno si chiese quale futuro concreto potesse poi avere». Senza freni il vicesindaco Daniele Zanzi, sulla questione del parallelepipedo di vetro in piazza Monte Grappa, oggi (poco) addobbato per Natale ed elemento distonico rispetto alla piazza dove sta nascendo in queste ore il villaggio di Natale. «Visto che è stato voluto e installato dall’amministrazione Fontana e dalla Lega, facciamo pagare a loro la rimozione di una cosa del tutto inutile», sbotta il vicesindaco. «Facile parlare con il senno di poi, a noi tocca trovare una soluzione e una soluzione non è così semplice». Fino a qui le esternazioni del vicesindaco e assessore alla Polizia locale che del parallelepipedo vuoto nel cuore del centro cittadino ha fatto una battaglia collegata al progetto sicurezza per piazza Repubblica. Dove, controlli delle forze di polizia, pulizia della zona e sistemazione dei cubetti di porfido a parte, il presidio fisso della Polizia locale non è ancora decollato. L’ipotesi, lanciata dal comandante della Polizia locale Matteo Ferrario e sostenuta da Zanzi, è stata la seguente: spostiamo quel cubo così poco gradevole dalla piazza e trasferiamolo di fronte alla ex caserma, come piccolo quartiere generale degli agenti della Polizia locale. L’idea è di fine settembre, è ancora tutto fermo. Si è valutato di utilizzare uno dei gazebo già esistenti, ma ancora una decisione definitiva, prima dell’avvio dei lavori per sistemare la pavimentazione in vista del trasferimento del mercato, non è stata presa. Il parallelepipedo di vetro, «catafalco, chiamiamolo con il suo nome», è così rimasto lì. Si era ipotizzata, in un primo tempo, la necessità di spendere ben 30mila euro necessari per rimuoverlo dalla postazione attuale. Una seconda valutazione ha fatto scendere l’impegno economico «a meno di un terzo» della spesa originaria preventivata. Chi paga? «Nessuno pare intenzionato a farsi avanti, la valutazione se spostare o no quel manufatto utilizzato sempre molto poco non è semplice, nonostante la volontà di spostarlo che, se fosse per me, sarebbe cosa immediata». La decisione se traslocare la costruzione o no in piazza Repubblica sembra non essere facile soprattutto perché nei prossimi mesi cominceranno i lavori per sistemare l’area che dovrà ospitare il mercato. E un presidio fisso di…tale portata, anzi, dimensione, potrebbe non essere adeguato. «Se tra qualche mese dobbiamo spostarlo di nuovo….». Di certo c’è che ieri è stato inghirlandato, sul tetto, con fili di luce per inglobarlo nel villaggio di Natale. Accanto, al momento, è stato posizionato un albero con tutti gli addobbi del caso. Basteranno a fare sparire l’idea che quel cassone va spostato da lì o utilizzato in modo continuativo e trasformato in elemento integrato e utile nella piazza?