Varese brinda con le sue bollicine

La Prealpina - 20/10/2016

I vini della vendemmia 2016 in provincia di Varese si ricorderanno per eleganza, freschezza e buon tenore zuccherino: non di gradazioni alcoliche estreme ma molto piacevoli e, sicuramente, da custodire gelosamente in cantina.

Ma non è tutto: l’annata di quest’anno si è rivelata particolare anche per le uve bianche e anche in provincia di Varese si può brindare con un Brut e degustare un Muffato insignito dalla De.Co.di Angera.

Si chiamano Angaya e Mott Care’, il primo è una novità assoluta, in quanto è stato presentato solo poche settimane fa: a firmarlo è Franco Berrini dell’azienda agricola Cascina Piano, che si trova sulle alture di Angera, tre ettari in produzione.

Angaya è ottenuto da uve Chardonnay e viene messo in vendita dopo una permanenza sui lieviti di oltre 30 mesi. Il terreno su cui è coltivato e’ morenico, parzialmente calcareo e argilloso. Racconta Berrini. «L’idea di affiancare un brut alle produzioni classiche del territorio deriva soprattutto dalle richieste della clientela: ho deciso di accettare la scommessa ed è nato così questo Metodo Classico, che ha incontrato l’apprezzamento del pubblico». Non si tratta dell’unica novità della Cascina Piano: oltre ai canonici vini dell’Igt Ronchi Varesini, Cascina Piano produce dal 2009 un raro Muffato, il Mott Carè, ottenuto da uve di Malvasia aromatica di Candia coltivata a 250 metri slm dirimpetto al lago, in località Caravalle tra Angera e Ranco.

«Le uve si raccolgono in vendemmia tardiva, quest’anno però abbiamo registrato qualche giorno di anticipo e, così, le abbiamo appena portate in cantina: è un prodotto che ci sta dando grandi soddisfazioni e che, per due anni di fila, è stato selezionato con una votazione massima sulla guida Vini Buoni d’Italia del Touring Club Italiano, indicato tra i “vini da non perdere». Quest’anno e’ stato protagonista nel settembre angerese in quanto insignito della Denominazione Comunale come vino rappresentativo della citta’di Angera.

«La vitivinicoltura rappresenta una potenzialità anche per il nostro territorio» spiegano Fernando Fiori e Raffaello Betti, presidente e direttore di Coldiretti Varese. «Pur con numeri di produzione ristretta, la viticoltura provinciale sta conquistando spazi nella ristorazione e sulle guide vinicole nazionali e plauso da parte degli intenditori».