Varese avrà la sua “Porta nuova. ”Così cambia l‘area delle stazioni

il progettoPasserelle sopraelevate e collegamenti pedonali

Anche Varese avrà la sua Porta Nuova. Forse il paragone con il collegamento sopraelevato dalla Stazione Garibaldi a corso Como di Milano è azzardato, ma solo un po’. Perché il progetto di riqualificazione della zona delle stazioni presentato ieri dalla giunta Galimberti, ha molti punti in comune con l’intervento che più ha caratterizzato le trasformazioni urbanistiche della metropoli milanese. Passerelle sopraelavate, sottopassi, grandi luoghi coperti di attesa per i bus, una velostazione dalla quale prelevare le biciclette in bike sharing, collegamento con le future piste ciclopedonali dalle stazioni al lago. Il progetto di riqualificazione vuole «ricucire una città ferita e spezzata dalla zona delle stazioni», hanno detto ieri il sindaco Davide Galimberti e l’assessore Andrea Civati, e si pone l’obiettivo di conquistare 18 milioni di euro dal “Bando Periferie” del governo, mentre il progetto complessivo è di 25 milioni tra opere pubbliche e private previste. Due anni per la realizzazione del cronogramma, se da Roma giungerà il via libera al finanziamento. Obiettivo, ridisegnare una parte vasta e importante, offrire a Varese un nuovo biglietto da visita e, come ha detto il sindaco Galimberti, «fare ripartire, da quest’area, la città. Un investimento che permetterà collegamenti più rapidi e veloci ai cittadini, che renderà Varese più attrattiva sotto il profilo architettonico e urbanistico». Un investimento che cancellerà le sacche di degrado e il senso di insicurezza percepito dai cittadini. Che farà ripartire, sotto il profilo economico e degli investimenti, la comunità.

Un obiettivo esagerato?

«Niente affatto – sostiene Galimberti – poiché tra pochi mesi, grazie all’Arcisate Stabio, Varese non sarà più il capolinea del trasporto ferroviario nel collegamento con Milano ma costituirà un importante snodo che metterà la città in collegamento diretto con la Svizzera l’Europa e Como». La giunta di Palazzo Estense entro martedì dovrà presentare a Roma il progetto confezionato a costo zero da architetti e ingegneri del Comune, facendo piazza pulita in modo definitivo dei progetti faraonici del passato sulla riunificazione delle stazioni. «La nuova infrastruttura assicurerà il collegamento diretto con l’aeroporto di Malpensa, senza dimenticare che Varese è l’unico capoluogo da cui in 25 minuti si può raggiungere il sito Expo dove verrà realizzato un grande polo scientifico in cui le nostre realtà universitarie e scientifiche potranno di sicuro svolgere un ruolo da protagoniste».

Le principali opere previste e illustrate ieri proprio nell’area delle stazioni (alla presenza del vicesindaco Daniele Zanzi e degli assessori Andrea Civati, Roberto Molinari, Roberto Cecchi, Francesca Strazzi, Cristina Buzzetti, Ivana Perusin), prevedono un collegamento tra piazzale Trieste e il quartiere di Giubiano grazie a una passerella pedonale, un altro collegamento pedonale tra le due stazioni, Fs e Nord, con “diramazione” verso via Como, due stazioni coperte per gli autobus, una in piazzale Trieste e una in piazzale Kennedy, un sottopasso tra la ferrovia dello Stato e Giubiano, la riqualificazione dell’edificio comunale di via Maspero (con un investimento di 500mila euro) e soprattutto un’area di 360 posti auto in un parcheggio in via Del Ponte, «iniziativa interamente a carico di privati, per la quale intendiamo sbloccare al più presto la situazione e consentire l’avvio dei lavori entri sei mesi», ha detto l’assessore alla Pianificazione del Territorio Andrea Civati, sotto la cui regia è stato approntato l’intero progetto.

«E’ dal 2008 che in questa città si discute della riqualificazione dell’area delle stazioni e in soli due mesi la nuova amministrazione, senza spendere soldi per progettazioni esterne ma valorizzando il personale competente degli uffici comunali, ha realizzato un progetto rivoluzionario. E ancora: «Da oggi comincia un percorso concreto che cambierà radicalmente il volto di una zona che rappresenta una ferita per la città, poiché il sedime ferroviario divide in due Varese, inoltre in questa zona non vi sono servizi mentre il degrado è evidente».