Varese – Aree dismesse: il degrado diventa cantiere

La Prealpina - 10/09/2019

L’obiettivo di Palazzo Estense è chiaro: riqualificare aree dismesse, diminuire il consumo di suolo e, allo stesso tempo, creare nuove opportunità di lavoro. Prosegue il piano di incentivi messi in campo dall’Amministrazione: proprio in questi giorni il Comune sta infatti inviando alcune lettere ai proprietari delle aree in questione potenzialmente interessati alle misure e, inoltre, in via Monte Nero le agevolazioni si sono già trasformante in un cantiere.

La Fumagalli srl, ditta varesina che da quasi cinquant’anni produce lampade da esterno e le esporta in tutto il mondo, sta procedendo alla riqualificazione della sua nuova sede. Un intervento ingente quest’ultimo, che «grazie agli incentivi approvati dall’Amministrazione porterà alla creazione di almeno quaranta nuovi posti di lavoro».

«Quello che abbiamo davanti – afferma l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Civati – è il perfetto esempio di un’operazione che parte dall’attività edilizia e ha ricadute importanti sul tessuto sociale. Come Amministrazione abbiamo scelto di confermare gli incentivi già introdotti nello scorso anno; una serie di sgravi finalizzati ad agevolare la ripresa economica, l’azzeramento del consumo di suolo, nonché il riuso e la rigenerazione dell’edificato esistente. Quanto sta avvenendo alla Fumagalli testimonia che i nostri sforzi stanno portando frutto: partivamo da capannoni dismessi e avremo a breve strutture funzionali e moderne, che accoglieranno nuovi occupati e che potenzieranno una realtà che porta Varese nel mondo».

La delibera della Giunta e del Consiglio comunale, firmata lo scorso dicembre, abbatte infatti fino all’80 per cento il costo che i proprietari delle aree dismesse devono sostenere per i diritti edificatori perequativi previsti dal Piano di Governo del territorio.

Oltre a tale beneficio vi sono poi anche ulteriori riduzioni significative, che possono toccare il loro apice – ed è il caso della Fumagalli – quando si tratta di immobili produttivi non commerciali che il proprietario si impegna a destinare ad attività che assumano un congruo numero di addetti a tempo indeterminato (almeno 40, compresi i servizi annessi all’attività produttiva principale).

«Già lo scorso anno – rimarcano dal municipio – furono diversi i proprietari che usufruirono delle agevolazioni e molti altri stanno prendendo in considerazione gli sgravi per interventi futuri».