Varese aggancia il “treno”dello Human Technopole

La Prealpina - 17/02/2017

Non solo un “campus” universitario, molto più di una cittadella internazionale delle scienze applicate alla qualità della vita e al progresso sostenibile.

Il progetto “Human technopole” si propone come un’occasione di sviluppo, anche economico, su un orizzonte ben più ampio dell’area che ha accolto i padiglioni di Expo alle porte di Milano, un orizzonte da cui Varese non vuole restare esclusa.

Se ne è discusso, a porte chiuse, ieri pomeriggio a Palazzo Estense.

Al tavolo, accanto al sindaco Davide Galimberti, il coordinatore del comitato che sovrintende alla realizzazione del progetto Stefano Paleari, ingegnere nucleare, già rettore dell’Università di Bergamo e presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane. Insieme con loro, le delegazioni di alcune tra le principali organizzazioni imprenditoriali del territorio: da Univa alla Camera di commercio, alle associazioni che rappresentano le piccole e medie imprese e le aziende artigiane.

L’invito è stato raccolto anche dai rettori dei due atenei dell’area varesina: Università dell’Insubria e Liuc di Castellanza. Paleari, scienziato di caratura internazionale, cinquantuno anni e una carriera accademica di primissimo piano, non si è limitato a illustrare i contenuti del progetto e il cronoprogramma della sua realizzazione (che prevede tra l’altro entro fine mese il bando per la scelta del direttore generale), ma ha inaugurato un confronto «destinato a proseguire nel tempo, in un coinvolgimento sistematico della città e delle realtà circostanti».

«Per noi – ha spiegato – è fondamentale la condivisione di ogni fase della realizzazione e delle ricadute positive su un contesto territoriale estremamente dinamico come quello Lombardo, pronto a cogliere le opportunità che si stanno per concretizzare. In estrema sintesi: vorremmo che Human Tchnopole fosse davvero un progetto di comunità». Ottanta milioni di euro di investimenti da gestire nel primo anno di attività e l’ambizione dichiarata di attrarre «i migliori cervelli del mondo» per sviluppare ricerca e sostenere «l’industria del futuro» come già è accaduto con analoghi centri negli Stati Uniti, ma anche in Gran Bretagna e in Germania, dove sta per essere inaugurato un nuovo polo votato allo studio delle malattie neurodegenerative. «Dire Human Technopole – ha ricordato Paleari – significa biotecnologie, genetica, scienze della vita, dell’alimentazione, dei trasporti, della sostenibilità ambientale, dell’energia. E’ un’iniziativa che genera sviluppo e opportunità, una “Boston area” italiana che non potrà esistere isolata dal contesto in cui è inserita. Per questo ho accettato la proposta del sindaco Galimberti e ho aderito a questo incontro, che rappresenta il primo passo di un percorso di coinvolgimento dei soggetti più dinamici e attenti della società varesina».

 

Millecinquecento “cervelli”nella cittadella della scienza

 

Sette centri di ricerca su un’area di 30mila metri quadrati ritagliata nei terreni che hanno ospitato Expo alle porte di Milano e non meno di 1.500 persone occupate tra scienziati, tecnici e personale amministrativo. Sono le coordinate essenziali del progetto Human Technopole. L’obiettivo è ambizioso: non solo sostenere la lotta contro il cancro e le malattie degenerative grazie alla medicina predittiva, ma soprattutto creare un centro di ricerca di caratura internazionale sulle diverse forme di sviluppo sostenibile. Archiviata l’Esposizione universale sui temi dell’alimentazione, sull’area di Rho-Fiera sorgerà un centro di ricerca dedicato alle scienze della vita: tecnologie, sapere e innovazione saranno applicate ai temi della nutrizione e della salute ma non solo. “Human technopole” è il nome del progetto presentato per la prima volta nel febbraio dello scorso anno: nel frattempo il progetto ha ricevuto la valutazione da parte di un comitato tecnico scientifico indipendente e internazionale ed è stato sostanzialmente approvato nella sua interezza. Le stime aggiornate prevedono 1474 posti di lavoro entro i primi sette anni. L‘o stanziamento’ investimento economico è stato di 80 milioni di euro per il primo anno, cifra stanziata dal governo Renzi.