Varese _ Sanità privata, via libera

La Prealpina - 29/01/2020

Sono le parole non dette, a raccontare moltissimo del nuovo clima che si respira nella vita politica amministrativa varesina. E che hanno caratterizzato l’avvio di una serata in cui il tema della sanità privata che sta sbarcando in città ha tenuto banco. A monopolizzare la questione, quando è stato il momento delle parole, la nuova clinica medica privata a Biumo Inferiore. Con gli imprenditori della sanità proponenti, seduti in un angolo del Salone Estense a seguire con attenzione e apprensione. Al termine, con votazione positiva (23 presenti, 6 astenuti, cioè le opposizioni e un voto contrario, quello di Elena Baratelli, esponente dei Varese 2.0, dunque della maggioranza), Malek Isber (l’imprenditore) ha commentato: «Sinceramente pensavo in una consenso più ampio al progetto e un po’ sono dispiaciuto». Si sarebbe dovuto capire pochi minuti prima delle 20.45, che qualcosa era nell’aria, perché il leghista Marco Pinti, raccontando dell’intervento in apertura di seduta che avrebbe fatto, sulla sostituzione di alcuni pali dell’illuminazione pubblica, ha detto, «se si apre…», riferendosi naturalmente al Consiglio. Il tentativo di fare saltare la prima seduta dell’anno è stato attuato dall’opposizione che ha potuto contare, per la prima votazione, sull’assenza di alcuni consiglieri della maggioranza (giustificati) e sull’uscita dall’aula al momento dell’appello, fatto dal presidente Stefano Malerba, di Agostino De Troia (Italia Viva). Una manciata di minuti prima delle 21.15, secondo appello e via libera all’inizio della seduta (come ha spiegato il segretario comunale, Francesco Tramontana, vanno fatti due appelli entro la mezz’ora della convocazione). Le parole non dette, appunto. Il messaggio che le opposizioni hanno alzato la testa, che vogliono caratterizzare l’ultimo anno e poco più prima delle elezioni con una attività incisiva. E il fatto che i punti all’ordine del giorno, in primis la nuova clinica medica di Biumo con l’insediamento di un entro specialistico, è questione che suscita tanto interesse tra i cittadini quanto tensione tra le forze politiche: voto contrario in giunta del vicesindaco Daniele Zanzi di Varese 2.0 e in commissione, così come il voto è stato contrario da parte della Lega, posizione ribadita da una lettera di Fabio Binelli, ex assessore all’Urbanistica, assente ieri sera, ma che ha delegato Marco Pinti di illustrare il documento. In pillole, si criticano i pochi posti auto e si manifesta la perplessità sulle opere di arredo urbano collegate al fatto che l’intervento è considerato di pubblico interesse e dunque ha paletti limitati sul fronte del miglioramenti di viabilità e posti auto. Ampio il dibattito, dopo la relazione dell’assessore Andrea Civati, con gli interventi di vari consiglieri e anche del presidente della commissione Urbanistica, Luca Paris, («Le richieste di parcheggi e studio della viabilità devono essere tenute presente nell’azione amministrativa, quando la giunta affronterà il tema della convenzione con la proprietà»), con le parole del sindaco Davide Galimberti che ha ribadito come il progetto unitario per la ristrutturazione dell’edificio – di proprietà in passato della Congregazione delle Ancelle di San Giuseppe Lavoratore – sarebbe potuto “passare” con una semplice richiesta agli uffici dell’urbanistica senza l’approdo in Consiglio comunale. Il consigliere di Forza Italia Piero Galparoli ha elogiato l’impegno del privato nel settore sanitario ma ha poi annunciato l’astensione. Simone Longhini ha sottolineato la «spaccatura» di parte della maggioranza. E infatti voto contrario confermato da parte di Varese 2.0, con Elena Baratelli, unica voce contro al progetto, le cui motivazioni Varese 2.0 ha presentato nel dettaglio nei giorni scorsi.