Valle Olona – Piscine, 500 a casa

La Prealpina - 12/01/2022

inquecento tra dipendenti e collaboratori delle piscine gestite da Gestisport a casa: licenziati con mail o sms. Di questi, 50 erano impegnati nell’impianto di Gorla Minore. Pochi meno quelli della struttura di Jerago con Orago. Mantenere gli impianti in ordine: questa la priorità degli amministratori che non vogliono che le strutture vengano danneggiate dalla chiusura. Inoltre, a Gorla Minore resta chiuso anche il bar, che non può avere una vita propria rispetto alla gestione della piscina.

Colpa del Covid

Un impatto devastante a causa del fallimento della società con sede a Carugate che è una delle vittime del Covid. Sono stati messi alla porta e obbligati ad andarsene nel giro di mezza mattina con una mail o un sms senza alcun preavviso i cinquecento collaboratori e le migliaia di clienti dei centri sportivi comunali di Merate e Oggiono nel Lecchese, Gorla Minore e Jerago in provincia di Varese, Bresso, Carugate, Lainate, San Donato e Voghera nel Pavese. Gli impianti avrebbero dovuto restare aperti fino a marzo, fornendo tempo e modo a tutti di organizzarsi dopo il pronunciamento all’antivigilia di Natale dei giudici del tribunale fallimentare di Milano che hanno decretato il fallimento causa lockdown da Covid della coop Gestisport di Carugate che gestiva le nove strutture pubbliche tra piscine, palestre e palazzetti. Il curatore fallimentare Mario Candiani ha invece chiesto e ottenuto la serrata immediata, lo scorso 7 gennaio.

Doccia gelata

Una doccia gelata, come ha detto il sindaco gorlese Vittorio Landoni. «Avevamo chiuso l’anno con la notizia del fallimento di Gestisport ma con gestione provvisoria di tre mesi. In questi giorni stiamo lavorando per capire come procedere. La normativa prevede che si vada a gara, continuiamo a cercare la possibilità di un affidamento provvisorio ma non è semplice». Sembra infatti che non sia possibile usare scorciatoie proprio perché la struttura è pubblica. Intanto ancora una volta, con il fallimento del gruppo sportivo, a farne le spese sono i dipendenti che lavorano all’interno della struttura. Dal direttore agli istruttori, fino alle persone che si occupano di mantenere gli impianti puliti e igienizzati. A quanto riferito la modalità di licenziamento, seppure prevedibile, è stata via mail oppure con un messaggio sullo smartphone. Intanto il primo cittadino di Gorla Minore con il collega di Gorla Maggiore, Pietro Zappamiglio (che detiene il 20% della piscina) stanno occupandosi delle volture degli impianti per evitare che le caldaie, gli impianti elettrici e l’acqua vengano chiusi e spenti e che tornino sotto la gestione delle amministrazioni. L’altro tema che stanno affrontando è quello dell’utenza: gli amministratori stanno verificando i versamenti degli utenti che hanno pagato gli abbonamenti. A Gorla Minore sono circa 2600, altrettanti a Jerago. Si tratta di centri che hanno sempre funzionato bene, se non ci fosse stata di mezzo la pandemia le piscine non avrebbero avuto problemi.