Valganna – La Badia con monaci e capre

Ora, lege et labora. Prende sempre più forma il progetto del ritorno di monaci, vicini al dettame benedettino, nella Badia di Ganna, cinquecento anni dopo l’addio dell’ultimo gruppo. L’idea, lanciata nei mesi scorsi da Claudio Bollentini ha aggiunto qualche novità. Il cinquantacinquenne varesino che si è preso un anno sabbatico diventando monaco a Novalesa, in Piemonte e che, ora, vorrebbe proseguire il percorso nella sua terra natale, vale a dire il Varesotto, sta dettando una marcia serrata per il ritorno dei benedettini sulle Prealpi varesine.

Innanzitutto vi è l’idea di ampliare il sogno con un “progetto di romitaggio”, strettamente collegato e dipendente da quello della Badia. Romitaggio significa in sostanza “eremo” ed è la residenza di un eremita, ossia un monaco che vive solitario oppure di più monaci che vivono comunque da eremiti, senza condividere una vita in comune.

Di solito si tratta di siti posizionati in luoghi inaccessibili e molto discosti dal mondo. In questo caso, sempre per il dettame benedettino dell’auto-sostentamento accanto alla preghiera e allo studio, (Ora, lege e labora, appunto), si è pensato «a una foresteria per pellegrini o persone in ricerca di siti adatti per preghiera e meditazione – spiega Bollentini – e, a latere, un piccolo allevamento di capre, in questo caso l’autoctona Nera della Verzasca, con caseificio per la produzione della Formaggella delle Valli del Luinese dop. Sottolineo la valenza di promozione del territorio: sviluppo dell’economia della montagna e degli alpeggi, sostegno alle specialità locali, zootecnia autoctona».

Insomma, spiritualità e lavoro. Già, ma dove? «Scandagliando un po’ – aggiunge Bollentini – ne ho trovata una molto vicina a Ganna, lungo la via Francisca del Lucomagno, in alpeggio e ben integrabile per immagine, luogo e vicinanza geografica con la Badia. L’operazione sarebbe perfezionata con la presenza di almeno un monaco, che sarebbe un anacoreta, ossia un eremita, dipendente da Ganna. E coadiuverebbero il lavoro alcuni volontari per affrontare gli ovvi motivi organizzativi. Sarebbe un plus interessante del progetto Badia. Il sito individuato non ha oggi usi di nessun tipo ed è abbandonato a se stesso, in cerca di nuovi utilizzi».

Bollentini, inoltre, è soddisfatto del «sostegno del Comune di Valganna, a cominciare dal sindaco Bruna Jardini, che mi aiuteranno nel progetto e nelle relazioni istituzionali. Infine la Diocesi di Milano è costantemente informata.

L’importante è che il progetto principale si concretizzi, poi se si aggiungeranno altri petali, meglio ancora».