Valanga di anabolizzanti Arrestato l’ex campione

La Prealpina - 15/11/2018

L’operazione “Bomba” era iniziata nel settembre dello scorso anno, quando i militari della Guardai di finanza e i funzionari dell’agenzia delle dogane avevano controllato 43 scatoloni spediti da Hong Kong e con destinazione finale l’Ucraina. In teoria, dall’Italia quei pacchi dovevano solo transitare. Ma quando i finanzieri li hanno aperti e vi hanno trovato una tonnellata e mezza di fiale e pasticche anabolizzanti proibite, hanno deciso di andare a fondo della questione.

Dopo poco più di un anno, l’indagine coordinata dalla Procura di Busto Arsizio si è chiusa con l’arresto di un ex campione del mondo di bodybuilding amatoriale e la denuncia a piede libero di altre otto persone. Il campione è un veronese che risiede in Romania, i suoi complici gente che come lui aveva fatto del traffico di anabolizzanti proibiti un mestiere decisamente redditizio.

Merce per milioni

Dentro i 43 scatoloni aperti nel settembre 2017 erano stati rinvenuti 830mila dosi di anabolizzanti. Tra queste, quasi 30mila erano di nandrolone, medicinale che in Italia è considerato sia un anabolizzante, sia una sostanza stupefacente e psicotropa. All’ingrosso, il valore d’acquisto di questa merce era di tre milioni di euro. Se fiale e pasticche fossero state rivendute in Italia al dettaglio, avrebbero però potuto fruttare decine di milioni di euro. Come prevede la legge, d’intesa con l’autorità giudiziaria gli inquirenti hanno quindi disposto una consegna controllata, appurando che gli scatoloni non sarebbero mai dovuti arrivare in Ucraina. Prima erano infatti stati consegnati a un lituano residente a Bergamo (che è stato denunciato), poi erano stati girati al culturista veronese che è stato arrestato con le mani nel sacco. Le indagini hanno permesso di accertare che l’uomo poteva contare su una vasta rete di fornitori in Ucraina, in Bulgaria e Romania.

Dalle scarpe ai tablet

I 43 scatoloni non sono stati l’unica spedizione intercettata a Malpensa. Mentre le indagini erano già ben avviate, lo stesso mittente di Hong Kong ha spedito all’indirizzo in Ucraina altri 36 pacchi contenenti più di 26 mila prodotti contraffatti. Negli scatoloni c’era un po’ di tutto: smartphone e tablet che si sa rendono sempre parecchio, ma anche scarpe, lamette da barba, accessori per auto e 18 mila compresse di Sildenafil, che poi è il nome del principio attivo alla base del Viagra. Altri 20mila farmaci combinati in mix pericolosi per la salute sono poi stati sequestrati ad altre sei persone, tutte denunciate a piede libero per traffico internazionale di sostanze stupefacenti e dopanti.

L’aeroporto è crocevia di traffici internazionali

L’aeroporto di Malpensa, che si appresta a sfondare il record storico di 24 milioni di passeggeri a fine 2018 e che è lo scalo da cui transita quasi il 50% delle merci trasportate per via aerea in Italia, è anche, sempre più frequentemente, alla ribalta delle cronache come crocevia di traffici illeciti. Droga, farmaci, anabolizzanti: chi contrabbanda affina i metodi per occultare le sostanze illecite, parallelamente chi controlla (GdF e Agenzia Dogane in primis) deve moltiplicare gli sforzi per garantire la tutela della legalità economico-finanziaria e la salute dei cittadini.

10 febbraio 2016: sequestrate 350mila dosi di anabolizzanti vendute online dall’Est Europa e 100mila confezioni di medicinali illegali, non approvati dall’agenzia italiana del farmaco.

15 luglio 2017: il monitoraggio delle spedizioni postali alla Cargo City consente di rinvenire 205 chili di sostanze stupefacenti e di arrestare 11 persone

30 gennaio 2018: 95 chili di droga sequestrati (khat, cocaina ed eroina) e 28 arresti nell’ambito dell’operazione Piave. La droga veniva trasportata da corrieri e ovulatori.

Marzo 2018: nei primi tre mesi dell’anno cresce del 60% il quantitativo di sigarette di contrabbando sequestrate a Malpensa, oltre 900 kg di “bionde” in arrivo principalmente dall’Est Europa, dal Nord Africa e dalla Cina.

11 maggio 2018: intercettato un pacco con 11 chili di droga (marijuana in involucri sottovuoto e ovuli di hascisc) su un volo proveniente da Barcellona e diretta a Cugliate Fabiasco, dove è stato rinvenuto lo spacciatore grazie ad un’operazione di consegna controllata.

24 ottobre 2018: arrestata una banda di 15 trafficanti internazionali di cocaina, nell’ambito dell’operazione Black Snow, così ribattezzata perché la polvere bianca veniva miscelata con una sostanza vegetale nera per eludere i controlli. Con i proventi investivano in vigne e proprietà immobiliari nell’Astigiano.

31 ottobre 2018: multato un passeggero in arrivo da Mosca con 20 barattoli di caviale siberiano sotto tutela internazionale, privi di certificazione all’importazione.