Vaccini, a caccia di spazi adatti

Prealpina.it - 16/02/2021

Comuni attivati. La lettera dell’Ats Insubria, che chiede di rendere disponibili spazi adatti alla campagna vaccinale per tutta la popolazione, è arrivata ieri alle segreterie degli enti locali.

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È evidente che non si potranno pensare postazioni in ogni singola realtà, si farà capo ai centri di maggiori dimensioni ma presto occorrerà stilare la mappa dei punti da comunicare a tutti i residenti sopra i sedici anni.


Mentre già cresce il fermento tra gli over 80 e i loro parenti, per le prenotazioni al via lunedì e per le somministrazioni che dovrebbero essere attivate il 18 febbraio, si attiverà in tempi rapidi una struttura ogni quarantamila abitanti. Se agli anziani penseranno per lo più i sanitari degli ospedali del territorio (oltre a medici di base e Usca per gli allettati a domicilio), ci si organizza per avviare altri punti dedicati a questa importante fase della lotta al Covid-19.

I vertici di Ats Insubria giovedì sono stati chiari: «C’è una questione di responsabilità e serietà. Non si può non pensare a possibili reazioni inattese, soprattutto per chi ha superato una certa età ed è magari alle prese con qualche patologia. Serve un supporto medico e serve un’ambulanza pronta a intervenire».

Per eseguire varie centinaia di vaccini al giorno si guarda a palazzetti dello sport, centri sportivi, tensostrutture, magazzini industriali o commerciali di ampie dimensioni.

Busto Arsizio, ad esempio, potrebbe rendere disponibili quattro diversi spazi: le sale gemelle del Museo del Tessile, dove già è stata gestita la vaccinazione anti-influenzale; MalpensaFiere, dove però si rischia di far incrociare chi arriva per i tamponi con chi vuole attivare la protezione contro il virus; le due Case della Salute presenti a Sant’Anna e a Borsano, dotate di ambulatori dove in genere si effettuano esami del sangue alle persone del quartiere, soprattutto le più anziane. Ogni grande realtà, da Varese a Saronno, sta segnalando luoghi e caratteristiche.

Si è già parlato, per i prossimi mesi, anche del T2 di Malpensa, ma ogni autorizzazione dovrà essere varata dalla Regione e dalla struttura commissariale.

Servono spazi ampi: vanno gestiti attesa, preaccettazione, accettazione e registrazione, somministrazione del vaccino, post vaccinazione di 15 minuti. Ats chiede anche la disponibilità di personale di supporto, a partire dai volontari della Protezione Civile o delle associazioni locali, ma serve soprattutto personale amministrativo per registrare i vaccinandi e assegnare loro, al termine, il certificato che conserveranno con cura.

Fondamentale un punto di primo soccorso con dotazione strumentale e farmaci per interventi di emergenza. Il tutto va sanificato ogni giorno e si deve pensare allo smaltimento di siringhe, fiale, guanti e mascherine. L’organizzazione non è semplice. Nell’arco di un paio di settimane si dovranno definire luoghi e bacino di riferimento. Ai sindaci è chiesto di rispondere entro il 19 febbraio segnalando eventuali disponibilità.