«Urbanistica varesina ingessata Dalle urne esca un rivoluzionario»

La Provincia Varese - 27/05/2016

«Il prossimo sindaco? Che sia un rivoluzionario». Questo l’auspicio dell’Associazione costruttori (Ance) e degli Ordini professionali di ingegneri, architetti e geometri di Varese. Ovvero il mondo dell’edilizia varesina, compatto nel chiedere un netto cambiamento alla futura amministrazione della città che appare “ingessata”. Lo dicono i numeri, con 10 mila abitanti persi negli ultimi anni, servizi che si riducono, viabilità complicata e una crisi che fatica a essere superata. «Se riparte l’edilizia, riparte anche la città» assicurano. Piano da rivedere Stroncata, a loro avviso, l’amministrazione Fontana che «non ha raggiunto gli obiettivi su cui si era impegnata», si legge nella lettera aperta inviata ieri a tutti i candidati sindaco in corsa a Varese. A cominciare dal Pgt, il Piano di governo del territorio approvato in tutta fretta, all’ultimo minuto, dall’amministrazione Fontana «con un ritardo di otto anni ingiustificato, vista la solida maggioranza su cui ha sempre contato» afferma Orlando Saibene, presidente di Ance. Ritardo che, secondo i professionisti dell’edilizia, avrebbe bloccato la città fino a ingessarla in un Pgt «che forse poteva andare bene 15 anni fa, quando c’erano altre risorse in campo, non ora» spiega il direttore di Ance, Juri Franzosi. Una posizione questa già espressa dall’edilizia varesina, tanto che il candidato del centrosinistra Davide Galimberti nel suo programma ha proposto da subito una «variante generale» al Pgt, e anche il candidato del centrodestra Paolo Orrigoni nelle ultime ore ha preso posizione sul tema, impegnandosi per una discontinuità in materia di Pgt. Partire da piazza Repubblica «La nostra lettera non è una dichiarazione di voto, ma un contributo al progetto della nuova città» affermano i professionisti ribadendo una disponibilità tutta in positivo: «Tra i doveri degli Ordini professionali c’è quello di offrire gratuitamente pareri e consulenze tecniche alle pubbliche amministrazioni, e siamo ben contenti di adempiere a questo compito», assicura Roberta Besozzi, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Varese che propone un tavolo permanente. «Certo siamo portatori di interessi particolari – aggiunge il presidente del Collegio dei geometri Luca Bini- Non pretendiamo che il nostro parere venga preso per oro colato, ma ascoltato e tenuto in considerazione questo sì, in un confronto aperto con l’amministrazione, per il bene della città». «Al di là degli slogan, ai candidati chiediamo di avere una visione strategica, concreta della città» chiede Laura Gianetti, presidente dell’Ordine degli architetti di Varese, citando ad esempio università, ospedali e strutture sportive «che devono essere una priorità per i sindaci». Nella lettera quindi, oltre a chiedere di rivedere il Pgt e le sue regole (per facilitare ad esempio riqualificazioni, riconversioni d’uso, abbattimenti e ricostruzioni di immobili obsoleti), si chiede di partire con interventi massicci su «due quartieri della città, uno centrale e uno in periferia, da utilizzare come esempi». Un buon inizio? «Il Masterplan per piazza Repubblica».