«Uno su quattro è senza lavoro»

Creare lavoro, salvare l’ambiente, non sdoganare idee fasciste e costruire l’Europa»: si leggono queste parole sul cartello portato in corteo dal popolo del Primo maggio, che mercoledì mattina si è riversato in città nel lungo corteo. Alla manifestazione hanno partecipato oltre duemila persone.

Da piazza della Repubblica attraverso le vie del centro fino a piazza Monte Grappa, si è snodato un grande serpentone di gente, sigle, bandiere e striscioni per la festa dei lavoratori, indetta in maniera unitaria da Cgil Cisl e Uil (foto Blitz). Tra i temi ricorrenti, innovazione, formazione, sicurezza sul lavoro, pari diritti tra uomini e donne.

E il futuro dei giovani: a Varese un giovane su quattro è senza occupazione. Il trend nazionale conferma un disoccupato su tre nella fascia tra i 15 e i 24 anni d’età.

Se, dunque, le cose migliorano nel territorio, l’ottimismo è cauto «visto che la percentuale degli occupati include anche i contratti a termine e le forme di lavoro flessibile che, in definitiva, alimentano la precarietà – ha spiegato Umberto Colombo, segretario provinciale della Cgil – e aziende che hanno investito e si sono innovate sono uscite dalla crisi, quelle che hanno puntato alla compressione dei costi e dei diritti sono fuori dal mercato».

Una manifestazione nel segno dell’Europa, come ha ribadito più volte il segretario Cisl nazionale Giulio Romani: «Oggi il lavoro è minacciato da politiche contrarie all’interesse dei lavoratori e l’unica soluzione per evolvere dal punto di vista dello stato sociale è costruire un’Europa diversa e più responsabile, capace di mettere da parte le divisioni tra stati, ricominciando un percorso di vera unità fiscale e sulla politica estera, sull’accoglienza e sugli investimenti. Ci vuole, unità sul lavoro. Se non ci fosse l’Europa, avremmo il default del debito pubblico e non ci sarebbe più mercato in Italia. Allo stesso modo, le condizioni di pace, all’interno della quale tutelare i diritti e creare benessere, risalgono all’inizio della costruzione dell’unità europea».

C’è una particolarità che riguarda il rapporto tra il territorio e mondo del lavoro: «Oltre ad essere espressione di piccole e medie aziende, diverse sono le multinazionali presenti. Stiamo spingendo – riprende Colombo – per una rappresentanza dei delegati dei Cae (Comitati aziendali europei) che porti la voce dei lavoratori italiani, in particolare varesini, dentro la Conferenza europea dei sindacati».

Sul palco, intervallate dalla musica del gruppo “Jude in the case”, si alternano le esperienze dei delegati delle tre categorie sindacali. Presenti i segretari cittadini Francesco Diomaiuta di Cisl e Antonio Massafra di Uil. Quest’ultimo critica il governo: «Non sta sbloccando nessuno dei depositi che potrebbe dare respiro all’economia e all’occupazione. Mentre gli altri stati guardano al futuro, in Italia non riusciamo neanche a vedere domani».