Università – Busto terzo polo dell’Insubria

La Prealpina - 10/09/2020

usto Arsizio sarà il terzo polo dell’Università dell’Insubria, dopo Varese e Como. Con Scienze motorie e Scienze Infermieristiche in futuro potrebbero anche approdare in città nuove facoltà, da affiancare a quelle già attive ai Molini Marzoli.

«Sulla scorta di quanto deciso dal rettore Angelo Tagliabue, è nostro intendimento che Busto diventi un polo importante – spiega il professor Luigi Valdatta, delegato a seguire questo sbarco nella zona Sud della provincia – Ovviamente, la creazione di un corso magistrale di Scienze motorie negli insediamenti in cui già ci sono realtà dell’Insubria rappresenta una spinta in quella direzione. Il fatto poi che ci sia un progetto insieme all’Asst Valle Olona per le Scienze infermieristiche è un altro segnale che la realtà di Busto ci stia veramente a cuore».

Cambio di casacca

Gli aspiranti infermieri non dipenderebbero più dall’Università degli Studi di Milano, ma passerebbero all’ateneo varesino. Le trattative sono in corso e pare siano a buon punto, seguite dal professor Giulio Carcano. Intanto, il Comune sta pensando agli studenti progettando per loro l’area delle Nord, disegnando alloggi a prezzi abbordabili e spazi in cui effettuare le attività necessarie per riabilitazione e altre pratiche legate alle scienze motorie. Il tutto, abbinando poco lontano dagli studentati anche alloggi per anziani autosufficienti, con servizi comuni a tutela di una serena vecchiaia. Tutto intorno, locali e ristoranti, in grado di soddisfare un pubblico che la sera ha intenzione di rilassarsi e divertirsi.

«Per quanto attiene al progetto delle Nord, con la riqualificazione delle aree vicine a via Monti, abbiamo avviato un rapporto costruttivo con l’assessore Giorgio Mariani, che è davvero molto attivo su questo fronte – continua Valdatta – Vorremmo partecipare, nei limiti e nei tempi concordati, anche alla realizzazione degli studentati, che potrebbero non solo essere parte della sistemazione di una fetta di città ma rappresentare allo stesso tempo un’attrattiva come città universitaria. Lo sguardo è rivolto anche a chi non appartiene all’Insubria, ma a una popolazione studentesca che, trovando casa a Busto, potrebbe beneficiare di condizioni più favorevoli rispetto a Milano, pur frequentando facoltà che si trovano in diversi punti della metropoli».

Tempi di percorrenza

 

Studi sulla viabilità e sui tempi di percorrenza per raggiungere la città della Madonnina, pongono Busto in una posizione che Valdatta definisce «interessante»: «Il tempo tecnico per raggiungere con i mezzi pubblici le realtà milanesi è inferiore partendo da Busto che da zone che fanno capo alla Città metropolitana. Addirittura c’è chi vive nella metropoli e impiega di più ad andare in facoltà che se partisse dalla stazione Nord di Busto. Tutto questo porta a considerare le connessioni con le ferrovie e ogni valutazione economica conseguente». Gli studentati eserciterebbero una forte attrattiva: «Qui i giovani potrebbero trovare risposte che non trovano altrove e chi già studia a Milano troverebbe condizioni alberghiere più favorevoli rispetto a una città più cara.

Una Biblioteca moderna

Ma c’è dell’altro. Pensando agli studenti, ci piacerebbe creare una biblioteca in senso moderno». Che significa? «Un centro di aggregazione, perché gioventù significa movimento e vita. Vorremmo contribuire a vivacizzare il territorio». Ma una biblioteca che attira universitari Busto ce l’ha già… «L’idea è tutta da costruire. Se quanto esiste soddisfa i desideri ben venga, altrimenti potremmo aggiungere qualcosa di nuovo».

Si vedrà. Per adesso si ragiona su come avviare il corso magistrale di Scienze motorie. Il che significa valutare i restauri dei Molini Marzoli. La mano è tesa al Comune e al ministero: «Un’università aiuta la città a crescere e Busto può solo trarne benefici».