«Uniti sì, ma non a Malpensafiere»

IL DIBATTITO
Gli ex sindaci Farioli e Mucci, primi a parlare di ospedale unico, ancora concordi: «Ora i programmi»

BUSTO ARSIZIO
Ospedale unico? «Chiamiamolo polo sanitario d’eccellenza. Prima l’accordo di programma, poi
l’ubicazione, che è l’ultimo dei problemi». È il suggerimento dell’ex sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli sul tema del nuovo ospedale tra Busto e Gallarate.
Soddisfatto che si torni a parlare di ospedale unico?
Sono lieto sia dell’iniziativa di Cassani e Antonelli, che dell’attenzione dimostrata da Maroni. Ma credo che si debba riportare centralità alle necessità dei cittadini di Busto Arsizio e della zona di cui è baricentrica, Gallarate, Malpensa, Valle Olona. E, le confesso, non userei l’espressione ospedale unico.
Come lo definirebbe?
Chiamiamolo polo sanitario al servizio di Busto e del territorio, nella logica dell’evoluzione della riforma socio-sanitaria.
Perché si dovrebbe riuscire dove dieci anni fa si fallì?
Allora qualcuno antepose, rischio che esiste ancora oggi, la costruzione di un ospedale ad un disegno complessivo di offerta sanitaria. Il grande risultato lo si ottenne lo scorso luglio, quando Busto, unita tra maggioranza e opposizione, seppe trascinare Gallarate e convincere il consiglio regionale a cambiare orientamento ed istituire l’Asst di Busto e Gallarate.
Se l’ex azienda ospedaliera di Gallarate fosse stata accorpata a Varese…
Sarebbe stata la fine di un sogno, ma anche la fine di una storia. L’anno scorso si sono festeggiati i cento anni dell’ospedale di Busto Arsizio. È questo lo sguardo del passato, è questa l’ambizione del futuro. Oggi ci sono tutte le condizioni per programmare, prima era impossibile. Da lì si deve partire con un accordo di programma complessivo che coinvolga Regione, Comuni, privati, Ats, Asst. Attenzione però.
A cosa?
Non concentriamoci prima sulla location, ma costruiamo un accordo di programma serio. A quel punto, anche i soldi davvero non saranno un problema, perché sarà una valorizzazione complessiva di terreni e strutture, coinvolgendo gli operatori socio-sanitari in una visione di filiera che abbia al centro il cittadino-paziente.
Malpensafiere la convince?
Non ritengo Malpensafiere la zona ideale, soprattutto perché collocata in un ambito di trasformazione che è una delle occasioni di sviluppo sostenibile della città di Busto Arsizio e dell’intera Città Malpensa.
A. Ali.

GALLARATE
Ospedale unico, la versione dell’ex sindaco (2001-2011) Nicola Mucci: «Eravamo stati anticipatori, il centrosinistra ha interrotto un percorso già avviato».
Ora se ne torna a parlare?
Ci sono le condizioni. Noi ne avevamo cominciato a parlare molto tempo fa, i primi colloqui risalgono a quando era direttore generale Giovanni Rania. Poi è diventato un tema decisivo del mio secondo mandato da sindaco, con un’azione nell’ambito dell’impostazione del Pgt, legata allo sviluppo delle aree della 336, che volevamo venisse ancorato ad un’importante opera pubblica, che fosse da volano per un territorio importante come il nostro. E si individuò l’ospedale, perché lo ritenevamo un tema strategico per le dinamiche dei successivi anni.
Forse non era il momento giusto?
Come tanti temi legati alla mia amministrazione, eravamo molto in anticipo. Avevamo letto gli elementi legati al cambiamento del sistema sanitario lombardo. Si evidenziavano già dinamiche di accorpamenti, razionalizzazioni e unificazioni che avrebbero portato all’attuale sistema sanitario.
Si è interrotto un percorso che poteva essere già a buon punto?
Mi è sembrato di capire che l’amministrazione di centrosinistra non l’abbia mai considerato come tema rilevante, così il processo si è interrotto. Mi sembra invece che le nuove amministrazioni di Gallarate e Busto abbiano messo l’iniziativa al centro dell’agenda politica.
Combinato al fatto che Regione Lombardia guarda a questa ipotesi con un occhio diverso, visto che si è avviato un processo di riorganizzazione ineludibile, dove le strutture sono al centro di un ripensamento complessivo.
Giusto andare verso un unico polo sanitario tra Gallarate e Busto?
Condivido questo progetto. È molto importante che le due amministrazioni di Gallarate e Busto vadano avanti, ragionando insieme alla Regione per centrare l’obiettivo.
Pensa ancora che le aree della 336 siano più adatte come location, rispetto a Malpensafiere?
Nutro anch’io dei seri dubbi su questa localizzazione. Occorre acquistare le aree, abbattere l’esistente e riconvertirle a funzione diversa. Soluzione lunga e complicata. Le aree al confine tra Busto e Gallarate, parimenti buone per i collegamenti viabilistici a supporto, sono immediatamente disponibili senza opere di bonifica e riconversione. A. Ali.