Un’Alha in più per Cargo City

La Prealpina - 10/11/2016

Cresce la Cargo city e cresce il suo maggiore player, Alha, una realtà che movimenta circa 350mila tonnellate all’anno in 40mila metri quadrati di capannoni dentro cui lavorano oltre 500 persone tra lavoratori diretti e soci di cooperative.

Nel 2013, Alha gestiva 4mila chilogrammi di merce ad alto valore aggiunto in esportazione e 11mila in importazione, moltiplicati tre anni dopo fino a raggiungere rispettivamente quota 10.341 e 15.068. Oltretutto, negli ultimi dodici mesi il trend ha subito un’impennata, con una crescita del 2016 sul 2015 pari al 29 per cento.

Sono questi i numeri ufficiali diramati ieri dal Ceo di Alha Group, Lorenzo Schettini Gherardini, intervenuto al Malpensa center per la presentazione dei nuovi truck dotati di certificazione Tapa (Transported asset protection association) Tsr 1 per la sicurezza del trasporto a mezzo autocarri, la principale certificazione mondiale del comparto.

Numeri che dimostrano, secondo Schettini Gherardini, come Malpensa stia negli ultimi anni recuperando terreno nel settore merci, mostrando quel potenziale inespresso per arrivare a diventare il principale hub cargo del Sud Europa.

«Per lungo tempo è stato percepito come uno scalo non performante, uno scalo di serie B. Ma ora è finalmente uscito dal cono d’ombra, è stata una sfida vincente». Secondo il Ceo di Alha Group, dunque, la Cargo city di Malpensa «sta performando meglio rispetto ad altri aeroporti continentali in quanto partivamo da livelli deficitari in termini di posizionamento e di strutture. In passato una parte delle merce che potenzialmente poteva passare da qui transitava invece via Amsterdam, Bruxelles o Parigi. Ora stiamo riportando a Malpensa parte di quel mercato».

Non a caso la Cargo city è in espansione. E tra nuovi arrivi, conferme e prossimi sbarchi, accanto ai tradizionali competitor (Alha e Mle) presto la rosa completa sarà composta da FedEx, Dhl, Beta-Trans e Wfs. La competizione non spaventa Schettini Gherardini, ma avverte: «La concorrenza è uno stimolo nel momento in cui c’è una crescita che può sostenere la competitività, perché si gioca sulla qualità del servizio offerto e sui tempi. Pronto a ricredermi domani mattina, ma non è questo il caso di Malpensa, dove si rischia che la concorrenza vada invece a incidere più sulla parte economica».

Nel frattempo però Alha investe sulla qualità e ieri ha presentato la sua flotta comprensiva di 130 truck equipaggiati con sistemi di sicurezza avanzati certificati Tapa con l’obiettivo di minimizzare le perdite dovute agli attacchi criminali nel settore del trasporto merci e proteggere le aziende dalla criminalità organizzata. Un vezzo? No, una vera necessità secondo Schettini Gherardini: «In Europa il trasporto merci registra perdite di prodotti dovute ad attacchi criminali superiori a 8 miliardi di euro all’anno. Questa certificazione segue la scia della Tacss di livello 1 e dimostra il nostro impegno nel garantire la sicurezza delle merci trasportate».