Un’Accademia per il territorio

La Prealpina - 06/04/2016

Perché un inglese, un tedesco o uno svizzero dovrebbero venire a Varese? È questa la domanda che si pongono Armando De Falco e Gianni Lucchina, rispettivamente presidente e segretario generale di Aime nell’introdurre il nuovo tassello che arricchisce ulteriormente il mosaico – non ancora ultimato – dell’Associazione imprenditori europei.

Da oggi, infatti, c’è anche Aime turismo: «Non la classica federazione settoriale, ma un’area di rappresentanza aperta a tutti gli operatori», sottolineano De Falco e Lucchina, prima di dare la parola a Francesco Sagliocco che ha accettato di farsi carico di questa nuova realtà. Notevole il curriculum del gaviratese, attuale general manager della Tenuta dell’Annunziata di Uggiate Trevano dopo una lunga serie di esperienze da St.Moritz a Parigi, da Londra alle Bermuda, sino a New York e Amburgo: «Io mi chiedo perché all’estero conoscano il lago di Como e non conoscano il Sacro Monte o l’eremo di Santa Caterina», esordisce Sagliocco, che lancia dunque l’idea di una «Accademia del Turismo nella quale far convergere le brillanti realtà educative del comparto, come il De Filippi, il Cfp o il Falcone di Gallarate, per farle lavorare fianco a fianco delle catene alberghiere e degli operatori del settore in modo da garantire una formazione di altissimo livello a tutti i lavoratori».

Una formazione capace anche di abbracciare le eccellenze sportive, e in questo senso Aime guarda con interesse alla neonata Varese Sport Commission, così come quelle enogastronomiche: nell’idea del responsabile dell’agroalimentare Marco Colombo, infatti, «il network tra prodotti tipici e turismo deve diventare inscindibile». Secondo Sagliocco, dunque, «un progetto come quello di Villa Mylius, pur con la più totale stima per le figure che vi opereranno, serve davvero a poco: a Varese mancano le basi per fare sistema e attrarre turisti. Banalmente, pochissimi operatori del commercio o della ristorazione parlano l’inglese, figuriamoci il tedesco o il francese: come possiamo puntare sul turismo se non facciamo sentire il cliente a casa propria?»

Dunque, un Varesotto costituito, riportando le parole di De Falco, «da paesi pittoreschi e laghi, da ville e montagne» ha davvero tutte le carte in regola per fare del turismo la chiave per una nuova crescita economica e, di conseguenza, nuove opportunità lavorative: l’idea dell’accademia, secondo i promotori, servirà appunto «a mettere in campo una straordinaria forza professionale come in una grande holding, dove ognuno fa la sua parte» con il duplice scopo di formare operatori sempre più qualificati e, conseguentemente, di attrarre un numero maggiore di visitatori per la contea dei laghi.