«Una statua al fondatore della BTicino»

La Prealpina - 23/01/2023

Presto una statua omaggerà Luigi Bassani, detto Gigino, fondatore dell’omonima azienda di famiglia, oggi BTicino, assieme al fratello Arnaldo. L’iniziativa è stata promossa dal Circolo di Bizzozero che, tramite Raffaele Coppola e Ciro Paraluppi, ha pensato il progetto. L’opera d’arte, vale a dire una scultura di bronzo già esistente, secondo gli intendimenti andrebbe posta nella sua collocazione più “naturale” e cioè nell’omonimo piazzale (il capolinea della linea C degli autobus). Il progetto fu già a suo tempo realizzato dagli uffici comunali, poi non venne concluso. ma, come precisa Coppola «parlando con Davide Galimberti, il sindaco ha espresso apprezzamento e interesse».

D’altronde davanti a Bassani i bizzozeresi e i varesini potrebbero solo inchinarsi per quello che ha costruito e che, ancora oggi, regge perfettamente come pilastro dell’economia varesina. Una storia, la sua, iniziata nel 1936 quando, col fratello Arnaldo fondò la Bassani. La sede originaria era a Milano, dove i Bassani producevano prima accessori di abbigliamento e poi minuterie meccaniche. Alla fine della Seconda guerra mondale, si cambiò direzione, scegliendo la produzione degli interruttori elettrici, col trasferimento, nel 1948, a Bizzozero. Il resto è storia: Bassani diede lavoro a migliaia di dipendenti, molti dei quali trasferitisi appositamente alle porte di Varese, contribuendo così in maniera determinante a modellare l’odierno rione, ed esportando il proprio marchio in decine di nazioni. Ma Bassani fu sempre molto attento anche all’istruzione professionale, creando, per esempio, dei laboratori nelle carceri e negli istituti psichiatrici, per favorire il reinserimento sociale.

Inoltre promosse anche un vasto programma per l’acquisto delle case e numerose iniziative ricreative e assistenziali per i dipendenti. Generoso filantropo, creò anche un nuovo padiglione dell’ospedale di Circolo, oltre alla realizzazione dell’asilo nido di Bizzozero e all’ammodernamento della scuola dell’infanzia e all’elementare Marconi. Insomma, la statua che, presto, dovrebbe essere collocata nel rione varesino, è quanto mai meritata. Anzi, doverosa.