Una SS394 ad alta velocità e con hotel? «No, grazie»

L’assessore di Comunità Montana: «Ambiente da tutelare»

CUVEGLIO – Trasformare la statale 394 della Valcuvia in una superstrada a scorrimento veloce? «No, grazie». Costruire lungo la direttrice un mega-albergo capace di calamitare frotte di turisti? «Nemmeno per idea». Il recente incontro a Palazzo Verbania di Luino tra i firmatari dell’accordo volontario “Andar per Valli” che punta alla sinergia pubblico-privato per lo sviluppo di un turismo sostenibile è servito a Gianpietro Ballardin, assessore a Turismo e Ambiente di Comunità Montana Valli del Verbano per tornare su un aspetto che gli sta molto a cuore: «Non ci servono nuovi mega alberghi e non ci servono nuove strade, dobbiamo offrire le nostre bellezze naturali e promuovere un turismo di esperienze, ogni altra azione non appartiene a questo territorio perché rischia di incidere negativamente sul suo sviluppo e, nella sua visione elitaria, di compromettere il percorso di salvaguardia delle condizioni ambientali che sono una caratteristica positiva da difendere quale patrimonio naturale, lacuale, vallivo e montano. Solamente con l’impegno di tutti e il coordinamento dell’ente montano possiamo riuscirci». Ballardin è tornato sul tema dopo che la ministra del Turismo Daniela Santanché aveva messo il dito nella piaga della viabilità nell’alto Varesotto al convegno promosso sempre sul turismo da Fratelli d’Italia a fine ottobre scorso: «Oltre un’ora e mezza da Milano fin qui non può andar bene per il rilancio del settore. Quasi quasi faccio prima ad andare a Torino. Va bene la sostenibilità che mette al centro l’uomo, la società, l’economia, non solo la protezione della natura». Parole fra le quali era emersa l’idea di trasformare la statale della Valcuvia in una superstrada. La SS 394 è diventata un’arteria ad alto traffico, soprattutto pesante e nelle ore del pendolarismo trasfrontaliero che dal medio Verbano e dal capoluogo raggiunge nelle prime ore del mattino i posti di lavoro del Canton Ticino per poi percorrere il tragitto inverso nel tardo pomeriggio. Compressi tra le aree milanese e svizzera, Valcuvia e Luinese soffrono in maniera crescente di un transito veicolare oltremodo pericoloso. Cuveglio è comune baricentrico del tragitto e l’incrocio di Canonica, pur governato da semafori “intelligenti” che si attivano in base al numero di veicoli in transito, rimane la principale strozzatura dell’intero percorso insieme all’attraversamento di Luino. Mesi addietro l’amministrazione Paglia si era attivata per cercare in una rotatoria la possibilità di sostituire il doppio impianto semaforico, ma il successivo studio aveva messo in luce la mancanza di spazi sufficienti per andare in quella direzione. Così s’è optato per semafori di ultima generazione che però hanno migliorato la situazione solo in parte. Quanto alla costruzione di una tangenziale a nord del paese, ipotesi ventilata ormai una ventina di anni fa, preoccupazioni di ordine ambientale ed economico hanno fatto desistere dal proseguire nel progetto, allora stilato dalla Provincia. «Oggi si sente molto parlare di turismo in queste zone -conclude Ballardin- ma penso che l’unica via percorribile per non commettere gli errori del passato quanto a distruzione del territorio sia promuovere un’offerta di qualità, a basso impatto, con un’azione che parta dal basso, che sia supportata dalla volontà pubblica degli Enti Locali, così come da quella degli operatori del settore».