Una “rete del benessere”spinge le piccole aziende

 Un anno e mezzo di welfare aziendale in provincia di Varese: il bilancio è positivo e l’interesse è raddoppiato in tutte le aziende del Varesotto anche nelle pmi dove, viste le ridotte dimensioni, è tutt’altro che scontato avere una “rete del benessere”.

Se n’è parlato ieri mattina nella sede di Varese di Ubi Banca dove si è organizzato l’incontro intitolato “Dal welfare aziendale al welfare territoriale. Opportunità e prospettive per imprese, persone e territorio”. In particolare si è tracciato un bilancio dell’accordo di collaborazione fra Ubi Banca e Confartigianato imprese Varese, attraverso la società di servizi Artser. Risultato: grazie anche ai servizi offerti, si prova ad arginare la spietata concorrenza dei salari svizzeri e dell’attrattività dell’area milanese nei confronti delle professionalità operanti nelle aziende prealpine.

E non soltanto per i classici buoni-benzina perché «sempre più spesso – ha detto Francesco Seghezzi, presidente della fondazione Adapt – i giovani chiedono servizi per conciliare il lavoro, la famiglia e il tempo libero. Per attrarre talento, quindi, non serve soltanto aumentare il salario, ma offrire qualcosa di diverso e nuovo». E quindi, come ha sottolineato Maria Angela Albertotti, responsabile welfare di Ubi Banca, «si va dai servizi legati a infanzia, salute, disabilità, anziani ai viaggi, corsi, abbonamenti in palestra, passando per la flessibilità sull’orario nel posto di lavoro. Si tratta di servizi solitamente offerti dalle grandi aziende, ma che siamo riusciti a offrire anche ad alcune decine di pmi».

Si tratta quindi di una sorta di rete del benessere, utile a rilanciare anche l’economia del territorio: «Abbiamo scelto di investire – ha detto Luca Pala, chief manager AreaLavoro di Confartigianato durante il dibattito condotto da Sara Bartolini – su una piattaforma di prossimità territoriale, mettendo a disposizione la consulenza di professionisti del settore e garantendo percorsi di informazione e formazione, partendo da una sessantina di aziende». Mentre un’altra settantina hanno scelto il sistema di voucher e altre aziende, per un totale di 240 dipendenti, hanno deciso di aderire alla piattaforma: «Per rafforzare il fenomeno – ha concluso Mauro Colombo, direttore di Confartiginato – chiediamo maggiore collaborazione, con l’obiettivo di creare cultura, sensibilità e aggregazione fra soggetti che operano nel welfare aziendale e per far cogliere tutte le opportunità possibili alle aziende e al territorio».