Una lectio magistralis sull’intelligenza artificiale per “I Campionissimi” alle Ville Ponti

L’intelligenza artificiale pone l’uomo di fronte ai suoi limiti alimentando paure, ansie, soprattutto relative al futuro del lavoro, ma anche molte speranze legate alle infinite opportunità che si vengono a creare. L’intelligenza artificiale sarà il tema al centro dell’evento “I Campionissimi”, organizzato da Alfredo Ambrosetti, che si terrà alle Ville Ponti di Varese sabato 21 ottobre. Sarà l’occasione (imperdibile) per incontrare  Mario Rasetti, fisico e presidente del comitato scientifico del Centai (Centro per l’intelligenza artificiale) , uno dei massimi esperti in materia che terrà una lectio magistralis.

«Grazie all’intelligenza artificiale – ha detto Alfredo Ambrosetti nella conferenza stampa di presentazione dell’evento – è possibile rendere le macchine in grado di imparare dagli errori e migliorare. Per me questa è una rivoluzione perché ho sempre detto che la differenza tra uno intelligente e uno non intelligente è che il primo sbaglia però impara dagli errori e non li ripete. E adesso con l’intelligenza artificiale cosa ci faccio io qui?».

La battuta di Ambrosetti ha sintetizzato il cuore del dibattito che è stato alimentato dagli ospiti presenti in videoconferenza, tra cui i giornalisti Lorena Bianchetti, Gianni Merlo, Riccardo Magrini, Benny Casadei Lucchi, il regista Marco Caronna e il prefetto Salvatore Rosario Pasquariello. L’intelligenza artificiale come strumento per contribuire liberamente alla costruzione del reale o come strumento regolato da un codice etico? E ancora: l’intelligenza artificiale che sostituisce in tutto e per tutto l’uomo o messa sullo stesso piano, cioè con un ruolo collaborativo?

Rispetto alle “rivoluzioni” industriali del passato, quella innescata dalle nuove tecnologie, in particolare dall’intelligenza artificiale, ha nella velocità di evoluzione la sua caratteristica principale. Talmente veloce da costringere il mondo a ricorrerla per  adattarvisi e non viceversa. Un aspetto che destabilizza l’uomo non abituato ai cambiamenti repentini e costretto ad aggiornare rapidamente e continuamente le sue competenze. Un nuovo tempo che ha fatto perdere all’uomo quella linearità che, prima dell’avvento del digitale, regolava quasi ogni aspetto della sua esistenza.

E a proposito di come sarà il mondo in cui l’uomo condivide con l’intelligenza artificiale la sua esistenza, Rasetti scrive: “Credo più sereno, con una migliore distribuzione del lavoro, della ricchezza, della qualità della vita. Come? Qui la risposta è molto difficile, perché la tecnologia (del digitale, ma anche dei nuovi materiali, della nostra conoscenza del pianeta, dell’uomo, della natura) evolve con una accelerazione tale che qualsiasi predizione, per quanto fantascientifica essa possa apparire, sarà rapidamente superata in tempi brevissimi. Io credo che un passo cruciale sarà la nostra capacità di rendere disponibili alla tecnologia digitale materiali biologici, con funzioni complesse già presenti nel materiale che quelli a base di silicio non hanno”.