Una gelata sulla Forcora Stagione compromessa

La Prealpina - 15/02/2021

«Siamo pronti, da mercoledì 17 si parte!». Fino al primo pomeriggio di ieri i gestori della piccola area sciistica ai 1.200-1.300 metri del monte Cadrigna erano pieni di entusiasmo. Poi la decisione del ministro Speranza di prolungare la chiusura degli impianti sciistici è calata in Forcora come nel resto d’Italia come: una vera e propria mazzata. «Non si fa così, non si può pretendere che si spendano soldi, ci si metta in regola, si rispetti ogni tipo di norma e poi, a tre giorni di distanza dal nuovo protocollo ministeriale, cambiare idea».

Bruno Rossi, della società Funivie Lago Maggiore che ha in gestione la pista da discesa e da fondo, quasi non trova parole per esprimere la propria amarezza. E dire “amarezza” è poco: «Penso a quanti campano sugli impianti di sci, penso a chi investe nella prospettiva di tornare a lavorare e poi, di punto in bianco, si vede chiudere ogni prospettiva». Le uniche regole per chi voleva sciare alla Forcora sarebbero state l’acquisto obbligatorio dello ski-pass online e l’uso della mascherina di tipo chirurgico sia in coda, sia sull’impianto di risalita oltre a nessuna possibilità di iscriversi alla scuola di sci, che per ovvie ragioni di sicurezza non sarebbe stata comunque attivata.

Ora si torna “in lockdown” e il timore è che sia definitivo. C’è ancora tanta neve e di ottima qualità, ma tirare avanti fino al 5 marzo, quando scadrebbe la nuova proroga, sembra un’utopia. Che le richieste fossero tante lo dimostra anche il fatto che la splendida giornata di ieri aveva attirato una vera e propria folla. Non sono mancati i problemi viabilistici, specialmente salendo e scendendo dalla località Bassano-lago Delio, ma soprattutto ai 1.179 metri del Passo, dov’è il parcheggio realizzato dalla Provincia che a metà mattina registrava già il tutto esaurito. Auto disposte quindi lungo gli ultimi tornanti delle due arterie che salgono da Maccagno e conseguente rallentamento del traffico. Famiglie con bimbi, bob o slitta al seguito, ma soprattutto molte comitive con le ciaspole o gli sci da escursione.

Il contesto ambientale era da favola dopo la spolverata di neve farinosa del giorno precedente che si era depositata sul metro abbondante rimasto al suolo e dopo il freddo intenso (fino a meno 10 gradi) che ha trasformato i rami di faggi e betulle in candidi ricami contro il cielo azzurro. Panorama mozzafiato su lago, Alpi e Prealpi per un giorno da incorniciare sotto ogni punto di vista, compreso quello dei ristoratori che hanno visto finalmente i tavoli pieni di gente. Infine, oggi era in programma la battitura delle piste. Niente da fare.