Una food court all’interno della Caserma? Si può fare

La Provincia Varese - 05/12/2016

Perché non trasformare la ex caserma Garibaldi in un «food court»? A mettere in discussione la destinazione di «biblioteca» per la ex caserma Garibaldi è Alessandra Curti, una varesina che ha a cuore la sua città e che, a Milano, dove abita da tanti anni, ha assistito alla riqualificazione di luoghi storici, fabbriche ed ex aree commerciali. «Credo che per Piazza Repubblica ci sia bisogno di qualcosa che aggreghi i cittadini di tutte le età e possibilmente che sia attrattivo anche per chi viene da fuori, cosa che dubito possa fare una biblioteca con aula studio – dice Curti – L’altro punto che mi lascia perplessa del progetto biblioteca è che, alla sera, piazza Repubblica continuerebbe ad essere vuota come è ora. Detto questo, vista la dimensione dell’edificio, posso immaginare che si riescano ad unire più cose per accontentare più esigenze». Idea originale La giovane ha presentato brevemente il suo progetto al sindaco Davide Galimberti giovedì scorso, durante la riunione organizzata nell’atrio della ex caserma per discutere della futura riqualificazione del comparto. Secondo Curti, un mercato urbano dove l’elemento chiave sia il cibo, la territorialità e l’eccellenza trasformerebbe l’immobile in un luogo di aggregazione. «Io vedo nella ex caserma uno spazio che unisca la vendita dei prodotti alla degustazione del cibo e delle bevande, insieme a eventi di cucina, musica, cultura e arte – spiega Curti – Allo stesso tempo, una destinazione di questo tipo potrebbe dare un respiro più ampio alla città sul modello dei grandi mercati metropolitani che si trovano nelle principali città italiane ed europee, come il Mercato delle Erbe di Bologna, il mercato centrale di Firenze o il mercato metropolitano di Torino».

Standard elevato Entrando più nello specifico, Curti vede «un’area dove sia possibile non solo fare la spesa con una qualità molto più elevata rispetto al supermercato, con ampia scelta biologica e di prodotti doc e dop, ma anche un luogo dove incontrarsi e relazionarsi e dove conoscere personalmente i produttori. In aggiunta si può pensare a mercati stagionali a rotazione con singoli produttori in loco e, se può aver senso in una città come Varese, uno spazio per gli orti urbani». Inoltre: «Le diverse aree sotto le arcate potrebbero essere affittate a ristoranti già esistenti in città affinché possano avere un proprio corner all’interno della corte, oppure a nuovi ristoratori, affiancando così la tradizione allo street food, i piatti locali ai cibi etnici. Questa idea, sicuramente, darebbe lavoro a tanti giovani». Tutto questo unito a «spazi di coworking, cinema all’aperto, concerti jazz, spettacoli teatrali, serate swing per ballare, corsi di cucina, orticultura, degustazioni, incontri legati alla cultura del cibo». Ricerca sponsor La prima azione per avverare tutto questo sarebbe: «individuare uno o più sponsor in linea con i valori del progetto e far partire un crowfunding per cominciare da subito a coinvolgere i cittadini e farli sentire parte del progetto». L’idea di Alessandra Curti sarebbe in parte realizzabile anche nel progetto previsto dall’accordo di programma. Come ha precisato l’assessore Andrea Civati, infatti, la caserma non diventerà una semplice biblioteca, ma «un polo culturale».

 

«Riqualificate piazza della Repubblica» Ascom scrive al governatore Maroni

 

manderà al presidente della Regione Roberto Maroni un documento molto articolato, con la richiesta di fare tutto il possibile per procedere con la riqualificazione della ex caserma Garibaldi e di piazza Repubblica. Questo in vista del collegio di vigilanza che si riunirà domani al Pirellino, a partire dalle 9.30, per discutere dell’accordo di programma di piazza Repubblica. È stato lo stesso sindaco di Varese, Davide Galimberti, a chiedere ai negozianti e ai residenti di mobilitarsi per esprimere alla Regione l’urgenza di procedere con il recupero della ex caserma Garibaldi e la riqualificazione di piazza Repubblica. Anche sui social i commercianti hanno dato voce alla paura di non vedere iniziare i lavori di riqualificazione. Margherita Gianola, del negozio Gianola, ha creato l’hashtag #ridatecipiazzarepubblicavarese e ha scritto: «la politica buona e giusta è quella che supera gli schieramenti politici per il bene della città e dei cittadini». La firma dell’Adp di piazza Repubblica risale al 5 dicembre 2014. Inizialmente, i 20 milioni della Regione sarebbero andati solo sul secondo lotto (quello che prevede, con un’operazione di project financing, la costruzione del Teatro e di alcuni edifici in via Ravasi). Ma Fabrizio Mirabelli (Pd) presentò un emendamento con il quale chiedeva che i fondi fossero messi anche sul primo lotto (che prevede il rifacimento di piazza Repubblica e il recupero della ex caserma Garibaldi). A seguire ci furono diverse convocazioni dei tavoli relativi all’accordo di programma, a cui presero parte prima l’ex sindaco Attilio Fontana e poi l’attuale sindaco Davide Galimberti. Lo scorso anno, attraverso un concorso internazionale, sono stati scelti i progetti vincitori. Per il primo lotto, il progetto migliore porta firma di Mauro Galantino. Tale progetto, però, costava il doppio di quanto era effettivamente a disposizione, ovvero 14 milioni di euro contro 7, cosa che ha comportato alcune modifiche. Questa estate, inoltre, la legge nazionale ha posto dei limiti all’uso del project financing. Nello specifico: nel codice degli appalti è stata introdotta una percentuale minima di contributo privato più alta di quella inizialmente prevista e adesso l’amministrazione pubblica non può versare più del 30 per cento. Ora, il Comune vorrebbe procedere con la prima parte dell’intervento; la Regione invece, dopo aver commissionato alcune verifiche ai propri uffici, a seguito della modifica del codice degli appalti, sostiene sia necessario ridefinire l’intero accordo. Domani si saprà come si uscirà da quest’impasse.