Una cura a 360 gradi

La Prealpina - 22/09/2022

«Se avvenisse tutto ciò, allora abbiamo veramente generato bellezza!». La frase finale di Paolo Giorgetti, membro della Società Cooperativa Pescatori del Lago di Varese, ieri alla conclusione dell’incontro promosso da Aqst (Accordo quadro per il risanamento) in Camera di Commercio, è stata applaudita calorosamente dai tanti presenti avendo riassunto con molta chiarezza e partecipazione i fattori che porteranno a rendere non solo il lago balneabile, ma anche la comunità rivierasca ad essere attiva in questo cambiamento.

Da figlio di pescatore, con le onde nel sangue, ha trattato il tema “il lago non rinasce senza i pescatori” e da docente universitario lo ha presentato con una metodologia innovativa: “Come ricreare un equilibrio utile al lago, ipotizzando una data, il 2027?”. La risposta sta nel funzionamento completo dell’Accordo quadro di matrice regionale, volgendo poi l’attenzione alla riduzione nelle acque dei pesci alloctoni (quelli immessi, come i gardon, i carassi, i siluri) trasformandoli in mangime per animali o riqualificandoli in cucina, nell’immissione delle specie pregiate. Un percorso virtuoso che incrementa la specie autoctone presenti come i persici che si stanno moltiplicando in un grande cubo di rete immesso nell’acqua e creato dai pescatori o altre specie che prolificano nell’incubatoio di Oltrona. «Specie apprezzate in cucina. Allora il lago diventa una opportunità che la comunità promuove», ha concluso lo studioso. Nella settimana europea per lo sviluppo sostenibile, il tema sostenibilità è stato coniugato da Daniele Magni, coordinatore della segreteria tecnica Aqst, nelle tre dimensioni di ambiente, società ed economia. I 12 milioni e 500 mila euro, messi a disposizione della Regione, stanno portando alla riduzione dei carichi esterni, con una serie di progetti infrastrutturali in collaborazione con Alfa, monitorando nel frattempo il lago, il fiume Bardello e il Maggiore.

Nel contempo si opera per una riduzione dei carichi interni, mediante il prelievo ipolimnico, curato dalla Provincia. L’attenzione è stata volta alla tutela delle aree protette, senza dimenticare la diffusione dell’aumento di consapevolezza. In futuro, per migliorare la qualità delle acque, verranno puliti anche i fondali per proteggere il patrimonio culturale.

Una cura a 360 gradi che comprende anche i progetti per le sponde e per un nuovo equilibrio tra uomo e ambiente. Argomento approfondito da Katia Accossato, architetto e docente del Politecnico di Milano, che ha evidenziato 12 stazioni, attorno alle rive, 12 località che utilizzando il già esistente, dopo studi e sopralluoghi, in accordo con le amministrazioni comunali, possono essere convertite in migliori servizi per accedere al lago. L’incontro, coordinato da Antonio Franzi della Camera di Commercio, ha visto la presenza di un pubblico competente, tra cui molti rappresentanti di comuni rivieraschi, come il sindaco di Varese Davide Galimberti.