«Una conferenza dei servizi su Monteviasco»

Il futuro di Monteviasco e l’isolamento del borgo, causato dal blocco della funivia dopo l’incidente mortale di novembre, continuano ad essere temi caldi. Diverse sono le iniziative private volte a dare ossigeno alla piccola località di montagna. Ad oggi l’impianto di risalita è ancora fermo, dopo quasi tre mesi dalla tragedia.

Se le parti chiamate ad intervenire, Provincia, Regione, Agenzia del Trasporto Locale Pubblico, AVT, comuni di Curiglia e di Varese, proseguono sinergicamente lungo la strada per riattivare la funivia nel più breve tempo possibile, dall’altra parte c’è chi fatica a guardare con ottimismo al futuro. E proprio per questo alcuni cittadini del luinese, che hanno interessi economici perché titolari di attività di ristorazione, o hanno seconde case oppure hanno investito lassù migliaia di euro, si sono incontrati per ricevere risposte dagli enti preposti nel breve periodo.

Il gruppo conta una ventina di persone; nominati quattro referenti per interloquire con la politica: si tratta di Giulio Mantovani, l’ex presidente della Cooperativa “Montagna Viva” (che aveva realizzato l’impianto negli anni ‘80), di Adriano Longhi, che da qualche anno ha una casa nel borgo, e dei ristoratori Moreno Tosi e Pina Ranzoni (il primo de “El Barchet”, la seconda del “Camoscio Bellavista”). Sono loro a chiedere una conferenza di servizi in cui essere coinvolti in qualità di rappresentanti, per avere delucidazioni in merito alla funivia e a Monteviasco, capire i tempi di riattivazione, ottenere risposte nel dettaglio sui lavori da effettuare all’impianto e, soprattutto, chiarimenti in merito all’uso della teleferica.

«Quello che chiediamo al sindaco Ambrogio Rossi – spiegano – , è di indire in tempi rapidi una riunione ufficiale in comune per ottenere risposte concrete ed esatte, convocando tutti gli enti e gli amministratori preposti, con l’obiettivo di stilare un verbale dell’attuale situazione». I temi della riunione, infatti, sono stati diversi: dal rilancio del turismo, alla tutela dei cinque residenti e dei ristoratori, che hanno investito lassù, fino ad arrivare a provare a dare un futuro e una garanzia a tutti i cittadini che hanno speso decine di migliaia di euro per acquistare una casa a Monteviasco.