Una città senza teatro?«No, riapriamo le sale»

La Prealpina - 09/12/2016

Tre teatri al prezzo di uno. Sembra uno slogan, ma è quanto viene proposto da chi non vuole rimanere in una città senza spettacoli per almeno due o tre anni, dopo che sarà dato il via libera al progetto di riqualificazione del comparto di piazza Repubblica.

Il monito, viene dal consigliere comunale Mario Gregori, eletto nella lista del sindaco, dunque componente della maggioranza, che non ha problemi a dire “la sua” o a votare in disaccordo con i colleghi consiglieri.

La riflessione è sul destino degli spettacoli a Varese per il periodo nel quale l’attuale teatro “provvisorio”, l’Apollonio Openjobmetis, non ci sarà più in attesa di una nuova struttura. Sicuri che sia necessario un teatro faraonico, a Varese, mentre anche con i nomi più celebri la galleria lontana dal palco non viene riempita di pubblico, oggi? Sicuri che non si possa pensare di dirottare un po’ di fondi al recupero di due teatri che in città ci sono, e sono uno storico e meraviglioso, l’altro comunque riutilizzabile, con interventi non enormi? Il primo è il cinema Vittoria, chiuso dal 2009, che tra poco più di un anno compirà un secolo di vita, e l’altro, il Politeama, milleduecento posti e un’acustica perfetta, di proprietà della Fondazione Molina (ente che gestisce la casa di riposo e cura più importante della città), ora commissariata.

Quasi 400 posti il Vittoria e una proprietà che pare disposta a trattare la cessione, visto che i soli costi di manutenzione della sala chiusa ammontano a 30mila euro l’anno.

Al Politeama, in piazza XX Settembre, si potrebbe ridurre il numero di posti e con un intervento anche non globale trasformarlo in teatro-sala polivalente con spazi per attori e musicanti prima di entrare in scena.

«Perché i varesini devono andare lontano da Varese per assistere a spettacoli di cabaret? Perché dobbiamo costringerli a rinunciare per anni alla stagione teatrale in attesa di una nuova struttura?», si chiede Mauro Gregori. E spiega: «Fermo restando che con i soldi che verranno utilizzati per edificare un nuovo teatro si potrebbe riqualificare in modo egregio il Politeama e anche acquistare il Vittoria, rendendo un grande servizio alla città, credo sia fondamentale dotare la città di strutture alternative nel momento in cui, dopo la demolizione del teatro provvisorio, Varese rimarrà senza una struttura adeguata».

Gregori si aggancia anche alla cronaca. Lo spettacolo dell’altra sera con Barbara Bouchet, Corinne Cléry e Iva Zanicchi, Tre donne in cerca di guai, «dimostra che anche quando vi sono attori celebri e di richiamo qualche posto rimane vuoto». Punta a un teatro «che non sia una cattedrale nel deserto e a una riqualificazione immediata del Politeama che il presidente della Regione Lombardia conosce bene per avervi suonato in passato più volte».

Il tema “nuovo teatro” è tornato alla ribalta negli ultimi giorni. È stato infatti annunciato martedì l’accordo tra Comune e Regione per fare decollare il progetto dell’intervento di piazza Repubblica. Accordo che prevede anche il nuovo teatro, sebbene fino a qualche giorno fa, prima del via libera all’opera basata su un accordo di programma siglato dalla precedente giunta, il sindaco Davide Galimberti fosse disposto anche a rinunciare alla nuovo teatro, purché vi fosse un via libera all’intervento di piazza Repubblica. Ora, le risorse necessarie per il teatro saranno reperite nel “patto per la Lombardia” siglato dal presidente Roberto Maroni e da Matteo Renzi, premier che si è appena dimesso.