Un viadotto ferroviario sopra il torrente Bevera Aperto il mega cantiere

La Prealpina - 23/02/2017

È cominciato ieri mattina l’intervento per posare la prima delle sette campate del viadotto della ferrovia Arcisate-Stabio sul torrente Bevera, che segna il confine tra il territorio comunale di Arcisate e quello di Cantello.

È arrivata una gru, alta una quarantina di metri, tra le poche esistenti in Italia di queste dimensioni, con la quale si dovrà sollevare da terra e collocare sui piloni in cemento armato una struttura metallica lunga 65 metri e del peso di circa 400 tonnellate, precedentemente assemblata in cantiere. Successivamente si proseguirà con le altre campate del ponte.

Con i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana e dell’impresa Salcef, a seguire le fasi preliminari dello spettacolare intervento, protrattesi per ore, in località Cattafame c’erano anche il sindaco di Arcisate, Angelo Pierobon ed il vicesindaco di Cantello, Clementino Rivolta.

Si tratta di una delle opere più importanti sulla nuova linea destinata a collegare Malpensa e Varese con la Svizzera. Questo viadotto sarà lungo 439 metri, percorsi i quali il treno proveniente da Arcisate entrerà nella galleria della Bevera, un tunnel di 970 metri, per raggiungere la stazione di Gaggiolo della quale è già stata realizzata la struttura in cemento armato.

Su un altro fronte del cantiere, ad Induno Olona, completato lo scavo della galleria in centro paese e fermato il frantoio ai Pra’ da sott, ruspe e camion sono in azione a poca distanza, a lato di via Pavia, dove già si vede la struttura della nuova stazione ed è iniziata la realizzazione di un grande parcheggio.

La stazione viene realizzata a ponte sui binari, in questo tratto in trincea. Subito dopo la fermata, il treno diretto in Svizzera entrerà nel tunnel lungo 950 metri che attraversa il centro storico. Percorso un primo tratto artificiale di 21 metri sarà nella galleria di 478 metri sotto la collina di San Bernardino, in corrispondenza di quella sovrastante della vecchia tratta Varese-Porto Ceresio, nella quale sarà realizzata una pista ciclopedonale.

Ci sono poi altri 451 metri di tunnel artificiale verso Arcisate.

Maurizio Colombo, vicesindaco di Induno Olona, che segue i lavori dell’Arcisate-Stabio per conto dell’amministrazione comunale, dice: «La banchina si troverà 7 metri sotto il piano campagna e sarà raggiungibile, oltre che con le scale, con due ascensori. In stazione è prevista la realizzazione, accanto alla sala d’aspetto, di spazi commerciali. Sono in azione in questi giorni ruspe e camion per la realizzazione di un grande parcheggio, con 75 posti auto, lungo via Pavia, nel tratto tra il nuovo edificio della stazione e l’intersezione con via Milano».

La stazione di Induno collegherà la via Crespi con la via Crugnola, che si trovano sui lati opposti dei binari e sarà spostata di alcune decine di metri verso Varese rispetto al vecchio edificio del 1894, demolito ad inizio lavori, che ai tempi della Belle Époque fu la “porta ” di Induno per i villeggianti milanesi che arrivavano con il treno in paese e che sul viale della stazione edificarono ville in stile floreale.

Ad opera ultimata resterà il collegamento pedonale, al momento provvisorio, tra le vie Pavia (all’altezza di via Milano) e Crespi. Congiunge il rione Broglio con la zona attorno alla chiesa parrocchiale di San Paolo. Poco discosto, verso sud, ci sarà il cavalcaferrovia carrabile tra le vie Pavia e Campo dei Fiori, che metterà in comunicazione anche le statali 344 di Porto Ceresio e 233 della Valganna ma non sarà percorribile dai mezzi pesanti.