«Un uomo del fare che lascia un’eredità Ascoltava e sapeva unire l’economia»

La Provincia Varese - 10/05/2016

«Ascoltava sempre i consigli. Da quando è stato eletto, ha subito voluto essere il presidente di tutti». Il ricordo di Renato Scapolan, il presidente della Camera di Commercio di Varese che sabato è stato stroncato da un infarto lasciando un grande vuoto nel mondo produttivo della provincia di Varese, da parte di uno dei suoi amici più fidati e dei più stretti collaboratori a livello di associazionismo imprenditoriale, il vicepresidente dell’Uniascom Attilio Aimetti. «Entrambi di Tradate, eravamo molto amici – racconta Attilio Aimetti – Abbiamo collaborato insieme almeno per 25 anni, perché lui prima era presidente degli Artigiani qui nella zona di Tradate, mentre io ero presidente dei Commercianti. Siamo sempre stati molto uniti e legati anche dal punto di vista delle nostre attività associative: abbiamo sempre collaborato e ci trovavamo spesso alle riunioni e ai convegni sul mondo delle imprese». E per il mondo economico del nostro territorio, Aimetti che lo conosceva bene lo conferma in pieno, «Renato Scapolan ha svolto un ruolo fondamentale, di primaria importanza, soprattutto per la grande volontà che lo ha sempre contraddistinto». Quel carattere tipico dell’artigiano, dell’uomo del fare che non si tira mai indietro di fronte alle difficoltà, lo ha portato con sé anche quando ha assunto incarichi prestigiosi: «Mi ricordo che quando è entrato in Camera di Commercio abbiamo subito avviato una collaborazione fattiva con tutti – aggiunge Attilio Aimetti – Con me si rapportava periodicamente. Ascoltava i consigli, cercava di svolgere il suo ruolo al meglio. Era una gran brava persona, ci teneva a svolgere un servizio sempre nell’interesse delle imprese». Il “sistema delle imprese” era una sua frase ricorrente: non faceva distinzioni di appartenenza e non guardava a quelle logiche di orticello che a volte rischiano di dividere il fronte delle imprese. «Renato Scapolan era stato eletto alla presidenza della Camera di Commercio con il voto degli artigiani e dei commercianti, ma ha sempre avuto un ruolo di unificazione – ricorda Aimetti – nel momento in cui è diventato presidente, si è calato immediatamente nel ruolo di presidente di tutti, al di là delle parti che lo avevano voluto eleggere. Ecco perché abbiamo perso una figura molto valida, un punto di riferimento per il mondo produttivo e per il sistema delle imprese del nostro territorio. Ci mancherà molto».