Un tesoretto di 89 milioni nelle casse della Provincia

La Prealpina - 25/01/2023

l 2023 si è aperto per la Provincia – prossima al rinnovo della presidenza, che si svolgerà domenica con voto di secondo livello, cioè che non coinvolgerà direttamente i cittadini – con due preoccupazioni: l’aumento del costo per il personale (a seguito dell’aggiornamento del contratto nazionale) e delle assunzioni a copertura dei pensionamenti e l’aumento dei costi energetici, in particolare quelli che riguardano i circa cinquanta plessi scolastici superiori in gestione all’ente.

Sull’altro versante vi è però da considerare che il bilancio di previsione 2023-’25, approvato dall’Assemblea dei Sindaci il 28 dicembre (e confermato il giorno seguente dal consiglio provinciale) con 51 voti favorevoli su 67 presenti, è il primo dopo diversi anni in cui non risultano imposte di disavanzo e ciò grazie alla delibera della Corte dei Conti del 2019 -ratificata a giugno ‘22- che toglie l’ente dal piano di riequilibrio finanziario.
Il risultato d’amministrazione presunto è positivo per circa 68 milioni di euro, con un avanzo d’amministrazione di 16 milioni, col fondo di cassa d’esercizio in crescita a 89 milioni. Se si tratta di cifre sufficienti a compensare le maggiori uscite cui abbiamo accennato all’inizio lo si potrà verificare solo nei prossimi mesi, ma intanto Mattia Premazzi, consigliere delegato a Bilancio, Partecipate e Patrimonio, si dice «soddisfatto di aver presentato e approvato il bilancio entro fine anno (in passato raramente è accaduto, ndr) perché ciò permetterà di cogliere nuove opportunità e di approvare il consuntivo in primavera, così da garantire i servizi alla cittadinanza e il supporto ai Comuni, nonché avere tempi congrui per manutenzioni ed investimenti». La relazione allegata al bilancio indica inoltre una situazione di cassa positiva in quanto si è passati dai 23-24 milioni di euro del 2015-’16 agli attuali 89 milioni di euro, “sintomo di un ente stabile e solido.” In merito al gettito delle entrate tributarie, che hanno visto una forte contrazione nel settore immatricolazione auto (da dove arrivano le entrate maggiori dell’ente) nel biennio 2021-’22, oggi la situazione appare migliore rispetto al passato e ciò permette al governo di Villa Recalcati di guardare con un certo ottimismo al prossimo futuro anche perché, a differenza dell’anno appena trascorso, nel documento finanziario appena approvato non vengono recepiti i promessi trasferimenti da parte dello Stato a copertura delle accresciute spese energetiche.
Qualche altra cifra significativa a conclusione: le imposte Rc Auto, le iscrizioni al Pra e il tributo ambientale provinciale Tefa fanno arrivare nelle casse della Provincia oltre 64 milioni di euro; le entrate in conto capitale sono pari a 26 milioni per alienazioni di beni, mentre il totale delle spese generali è di 176 milioni; le spese del personale ammonteranno nel triennio a circa 17 milioni di euro. Infine, due indicatori del risanamento sono la mancanza di assunzione di mutui e la decrescita del livello di indebitamento dell’ente, il cui debito, a far data dal 2015 e fino al 2025, scenderà di 60 milioni.