Un tavolo per dire basta alla crisi

La Prealpina - 30/11/2017

La riunione in programma questa mattina in Comune a Luino, per fare il punto sulla situazione occupazionale dell’area nord della provincia di Varese, è un primo importante passo per cercare ossigeno dopo la serie di chiusure di aziende nel Luinese. Certo, è un summit che ha lo scopo di preparare il prossimo Tavolo per la Competitività e lo Sviluppo di cui da diversi anni la Camera di Commercio di Varese si fa interprete riunendo tutto gli attori del territorio. Proprio per il presidente Giuseppe Albertini, come ha avuto modo di comunicare ad Univa, Uniascom, Confartigianato, CNA, ai segretari provinciali di Cgil-Cisl-Uil, ai Rettori delle Università Carlo Cattaneo e Università dell’Insubria, questo appuntamento è una tappa fondamentale. Un passaggio necessario «per costruire una sensibilità comune sul problema e per definire una linea di indirizzo univoca e condivisa, con la quale presentarsi in maniera compatta agli interlocutori istituzionali – Provincia, Regione e Governo nazionale – e richiedere l’adozione di provvedimenti concreti a salvaguardia di un territorio in fase di profonda difficoltà». Questo è il Verbano ora, un territorio in grande difficoltà e non è un caso se i due sindaci maggiormente interessati, quello di Germignaga Marco Fazio e quello di Luino Andrea Pellicini, abbiano chiamato i colleghi a raccolta in Comune per essere “delegati attivi” alla ricerca di soluzioni che devono coinvolgere i rappresentanti dell’economia, del lavoro, della ricerca e, appunto, della politica amministrativa. «Ritengo importante questo incontro promosso fra gli altri dai due sindaci – ha detto il primo cittadino di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera – un inizio su cui lavorare soprattutto facendo squadra, non dividendosi. Auspico che anche altri enti sovraccomunali possano giocare la stessa partita a favore di un territorio che risulta essere particolarmente martoriato dal punto di vista occupazionale, da questa parte e dall’altra del confine».

All’assemblea sono invitati una ventina di sindaci ed i presidenti delle Comunità Montane Valli del Verbano e del Piambello. Negli ultimi tre mesi, lo ricordiamo, hanno chiuso tre importanti aziende nel Luinese: la Italtrasfo e la Masci, entrambe a Germignaga, e la RSA Vanda Albertini di Agra. Il tutto è costato circa un centinaio di posti di lavoro difficili da ricollocare. Non a caso molti lavoratori si sono fatti prendere dallo scoramento e ritengono vertici come quelli di oggi un po’ come “pannicelli caldi”. Contrario alla logica dei “pannicelli caldi” è il sindacato CGIL che oggi sarà presente con il suo delegato Gian Marco Martignoni. Il sindacalista chiarisce che l’area del Luinese non è certo quella attigua al milanese, ma è stretta in una sorta di limbo con la “desertificazione” dell’indotto meccanico in questa parte della provincia e la ricerca di lavoro da parte di tutti in Ticino.

Se certi settori legati alle ditte chiuse a Germignaga appaiono ormai smarriti, il sindacato oggi chiederà un supplemento di intervento a favore della riapertura di un sito come quello della RSA di Agra che svolgeva anche un servizio sanitario di pubblico interesse.